Benvenuti a voi che passate per questa mia casa, l'allevamento de
I Certosini della Sciamana!

Lo so che questo sito è anomalo, lo so, abbinare al mio piccolissimo allevamento di gatti certosino i miei pensieri mi rende fragile...

Scrivere, buttare fuori le mie emozioni siano belle che brutte è uno scaricarsi che mi fa andare avanti anche se a volte è difficile come credo lo sia per tutti la vita. Scrivere, raccontare di me, dei miei Sciamanini mi rende serena, attraverso loro ho fatto amicizie che durano da anni, perchè si, sono ben 26 anni che convivo con questa splendida razza di Gatti Certosino e ogni cucciolata è rimasta nel mio cuore.

Chiedo venia a chi passerà a trovarmi, sicuramente troverà un sacco di errori ma anche tanta ma tanta bellezza nelle foto dei miei Sciamanini.
Le foto che sono su queste pagine di Certosino adulti sono tutte state mandate da chi li ha cresciuti e con i quali io resto sempre in contatto.

Per cui ricordatevi sempre che chi vuole un mio Sciamanino avrà anche me accanto. Grazie per avermi letto e ...... Gatti Certosino/ Sciamanini per sempre!!

ALLEVAMENTO AMATORIALE CON AFFISSO GATTI CERTOSINO DE LA SCIAMANA

DI SEGUITO GLI UNICI CONTATTI VALIDI: t. +39 339.1394123 || e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Salva

Salva

Gioia de la Sciamana 
 
A volte la sua solitudine voleva un pubblico rumoroso, immergersi nel caos domenicale, sola tra una moltitudine di umanità urlante.
Quelle domeniche piovose, dove lo stare in casa era più triste dell'acqua che rigava i vetri la spingeva a uscire con l'urgenza di un ladro.
Il supermercato era vicino, la passeggiata le apriva lo sguardo, già si vedeva la primavera dalle gemme sui lunghi rami dei tigli.
Per un attimo la pioggia ebbe il profumo dei tigli, lo sentiva, un odore dolce e intenso, allungò la mano, le gocce di pioggia la bagnarono piano...
Il caos l'avvolse appena superata la porta, umanità come formiche girava senza una meta apparente, lei no, lei sapeva dove andare.
Il solito gelato al pistacchio, poi alle panchine delle badanti.
Il nome stava a pennello, come ogni domenica il gruppo delle donne dell'est era posizionato a raggiera attorno al piccolo tavolino dove consumavano caffè, patatine e nostalgia.
Come sempre la panchina di fronte era vuota, era il suo posto di osservazione, da lì le voci arrivavano chiare, certo, non sempre parlavano in italiano ma riusciva a dare un senso a tutto quello che si dicevano.
Ascoltava quelle donne, a volte piangevano, a volte ridevano, donne con delle storie simili, sacrifici, tanta rabbia e una cattiveria che trovava strana, umanità diceva a se stessa.
Poi quando tutto quel chiacchiericcio veniva a noia andava nell'altra postazione, quella dei padri separati.
Doveva andare nella seconda galleria, dove c'erano la giostrine, lì sapeva che avrebbe trovato uomini spaesati a gestire bambini scontenti di tutto.
Uomini non sempre a tiro, magari il giubbotto era tutto liso, le scarpe parlavano di grandi camminate a piedi per risparmiare quell'unico giro di giostra.
Uomini che aspettavano solo la domenica per vedere quel figlio/a che sapeva solo chiedere e mai dare.
Tavolini divisi con altri padri, sguardi colmi di una vergogna confessata contando gli spiccioli di una tasca segreta.
Tavolini colmi di patatine sparse, di coca cola bevute a metà, una caccia al tesoro per quei padri che facevano timidamente, quasi senza dare segno ma nessuna patatina rimaneva, nessuna bibita restava.
Bruna aveva il suo posto anche lì, si sedeva e ascoltava, i discorsi erano sempre i soliti, un lavoro, la casa l'avvocato, l'orario delle visite e le spese, sempre al primo posto quelle, Dio quanto costa allevare un figlio!
Ascoltava e guardava in alto verso le vetrate che facevano da tetto e si sentiva fortunata, le sue patatine avevano un sapore di felicità.
 
 

Sciamanini

Marzo si sa parla da se, non ti fidi di un mese così.
Marzo il burlone, quello delle promesse al vento, tu che ci caschi sempre, magari ti piace credere a certe promesse ma alla fine DEVI aprire gli occhi!
Antonio è uscito sbattendo la porta davanti al mio furore, ma che si credeva, che avrei bevuto le sue falsità senza dire nulla?
All'inizio la scoperta di un suo account nuovo su instagram mi aveva lasciata basita, e bravo lui mi sono detta, all'inizio semplicemente infastidita ma poi....
Certo, l'Antonio che conoscevo era scontato e infatti, trovare la password è stato come rubare un bacio a un bambino, il cretino aveva messo il nome di nostro figlio con la data di nascita.
Bhe, devo ammetterlo, la cosa mi ha stupito che si ricordasse la data di nascita del nostro Alberto, gli anniversari non erano il suo forte, mai ricordato nulla, ma ora il sospetto mi arriva come un calcio, forse era solo una farsa come tutto quello che ho scoperto.
Già, scoperto, l'imbecille aveva riempito il suo profilo delle sue foto da ventenne, devo ammetterlo, era un bel figo a vent'anni, ci ero cascata anch'io, ma ora a quaranta era tutto un'altra cosa.
Quarant'anni portati male, la taglia quarant'otto se l'era dimenticata quando io ero in gravidanza, Antonio sembrava geloso del mio crescere di pancia e era diventata una gara a chi cresceva di più, certo, io alla nascita del bimbo ero quasi ritornata al mio peso forma, lui no.
Lui aveva continuato a mettere chili e ora guardando le foto del suo nuovo profilo mi chiedo dove è finito quel ragazzo che amavo.
Già amavo, devo essere sincera, l'ultima spallata è stata quella di ieri sera, ma che credeva, che ero talmente scema di non accorgermi di quello che stava succedendo?
Tutte quelle chat con cui dialogava con ragazze affamate di amore, vuoi platonico o di sesso non mi importava, erano le risposte di Antonio che trovavo disgustose.
Il suo vendersi come un ragazzo in cerca del vero amore, il suo mentire come se stesse respirando ma che cazzo era diventato, oppure era sempre stato così?
Per un attimo ho pensato che forse era colpa mia, poi ho riflettuto, eh no, caro mio, io non ho mai barato, ho sempre continuato a tirare il carretto di questa famiglia anche quando non ne potevo più.
Ho continuato a lavorare anche quando non mi spiegavo tutte le nostre uscite, ho continuato anche quando l'unica cosa che ambivo era un pò di riposo e invece dovevo stirare e lui sul divano davanti alla tv.
Ho continuato a correre e ancora correre e lui che faceva lui?
Sono diventata un segugio, ho esplorata ogni sua tasca, annusato ogni sua mutanda, non sapevo quello che cercavo ma sapevo che avrei trovato!
Ovviamente l'ho trovato e mi ha fatto male, malissimo, non ero preparata a un tradimento così idiota.
La ragazza era una copia di me a vent'anni, quasi quasi ridevo, era sempre il solito tipo che cercava, non aveva nemmeno un pò di fantasia, stavolta poteva cercarsi una bionda o una rossa, che abitudinario...
Poi ha usato la sua macchina, certo, io non la uso mai, ma vuoi mettere che la mia vecchia Panda si rompe e che per forza maggiore un sabato uso la tua per andare al supermercato?
Idiota, non hai nemmeno nascosto i preservativi, li hai lasciati dentro al cassetto, è bastato aprirlo per rimanere pietrificata.
Ho ripensato a tutte le mutande annusate e tutto lo schifo che avevo e le prove erano li, in quel cassetto, vendetta e ancora vendetta!
Ho fatto la spesa senza nemmeno sapere quello che mettevo nel carrello, la mente elaborava immagini di roghi e di evirazioni, quanto si riesce a far soffrire un uomo prima che muoia?
Ho passato la giornata a ricordare, a come eravamo a quello che eri diventato, se valeva la pena di salvare questa famiglia.
Ti ho preparato il pranzo, come al solito eri seduto a tavola con gli occhi fissi alla tv, quanta voglia di versare l'acqua bollente della pastasciutta sul tuo inguine, ho resistito, non era ancora ora....
Dopo sei uscito, ho aspettato, guardo fuori dalla finestra, c'è un vento forte, per un attimo di ho visto, sei uscito solo con la camicia, avrai freddo, è marzo, marzo il pazzo, mi accorgo che sto piangendo.
Marzo il bugiardo, tu sei bugiardo, aspetto, mi preparo, devo essere d'acciaio, lo devo a me stessa e a mio figlio.
Povero Antonio, sei rientrato tutto rosso e con l'aria di chi l'ha fatta grossa.
Te ne sei accorto vero che so tutto?
L'hai capito quando al culmine hai cercato i preservativi?
Ecco, te li sto sbandierando da quando sei entrato, sorpresaaaaaa.
Poi è subentrata una stanchezza feroce, ho chiuso le mie orecchie alle tue parole e ho spinto le valige verso di te, non vali nemmeno le mie urla.
Vattene, non c'è nulla che possa sanare quello che non c'è più.
Non c'è più amore, non c'è più fiducia, non c'è più nulla che valga la pena di fare.
Urli, piangi, ti metti in ginocchio e questo mi fa ridere.
Rido e rido fino alle lacrime, tu capisci e cambi tattica, urli ma prendi le valige e ti avvii alla porta.
Resto sola a guardare la finestra, il vento si è calmato ora c'è il sole.
 
 
 

BRINA E JOLIE DE LA SCIAMANA

Non sapeva come proteggersi da tutta quella pioggia che il vento faceva diventare proiettile, i vestiti incollati al corpo non davano nessun riparo.
Scrutò il cielo sperando in una tregua ma solo un colore fatto di pioggia nera e insistente le fece capire che non aveva speranza.
Le scarpe ormai erano delle barche nelle quali incespicava a ogni passo, ecco, aveva ragione sua figlia che non erano scarpe adatte alla montagna, già, aveva ragione a mille la sua Sandra.
Sandra, la sua principessa storta, quella figlia mai capita e forse mai voluta, un sospiro le uscì come una preghiera.
Lascia stare, Maria, si disse da sola, vai avanti, possibile che devi sempre spaccare il pensiero in sei?
Sempre a guardarti indietro, ma vai avanti, lascia stare i se e i ma, ormai non hanno più senso, non si torna indietro, come ora, devi solo andare avanti e sperare.
Sperare che questa implacabile pioggia finisca e che il sereno torni.
Tornare a una casa vuota non era allettante, anche i muri ora li teneva spogli, via ogni fotografia che portavano ricordi persi, via i regali fatti in qualche insulsa festa.
Dio come odiava le feste, da sempre le trovava false, ipocrite e inutili, magari qualcuno credeva che portavano sentimenti veri, che falsità!
Che bisogno c'era della festa della mamma?
Una mamma è per sempre .... a volte.
La festa della nonna? Una baby sitter gratis?
Sorrise tra la pioggia e le lacrime che neppure sapeva di versare pensando a sua nipote Anna.
Anna che non vedeva da due anni, come sua figlia, era bastato dire dei no per vederle sparire, ripensò ai tantissimi no ricevuti da Sandra ma lei se li aveva fatti scorrere addosso tenendo la porta aperta.
Sicuramente anche i no avevano una classifica, a lei era bastato dire no per ribadire il suo essere donna libera oltre che mamma e nonna per vederle sparire.
Ora era sola con la sua libertà e non sapeva se stava bene o male, non voleva chiederselo, non importava a nessuno, la poggia scendeva con meno violenza, tra le nuvole uscì un debole raggio di sole che la colpì sul viso come una carezza.

NESPOLA DE LA SCIAMANA

Il silenzio era pieno di pensieri che urlavano dentro la sua mente.
Poteva vederli, sebbene gli occhi fossero serrati talmente forti da fargli male.
Unì le mani a preghiera e vi nascose il viso, ora respirava il suo stesso respiro.
Ispirava lentamente, assaporando l'odore della sua pelle che sapeva di cose conosciute, caffè, marmellata, libri, sapone....
Espirava la paura che era dentro assieme alla speranza che togliendo le mani tutto fosse diverso, che i mandorli fossero di nuovo in fiore.
Ecco un pensiero a cui aggrapparsi, i mandorli....
I mandorli sono i primi a sbocciare, è quasi ancora inverno ma loro sfidano ogni logica e fioriscono, non hanno la paura del morire.
Fiori dal colore bianco candido o rosa chiaro, sbocciano a un sole freddo ma che parla già di tepore, il respiro si fa più calmo...
La barriera delle mani sugli occhi si fa lenta e un raggio di freddo sole fa curiosità, saranno fioriti i mandorli?
No, impossibile, fa troppo freddo!
Aspira con foga, il respiro si ferma, manca l'aria, apre la bocca, la pressione delle dita è troppo forte, suda, il panico diventa agonia, mille petali si staccano dai rami e l'avvolgono, la calmano.
Ispira il profumo e si, i mandorli sono in fiori, deve solo vederli, i raggi di sole diventano caldi, penetrano tra le sue dita fredde, la forzano, lentamente lascia cadere le mani, il respiro singhiozza...
Singulti come neonati che vorrebbero solo una mano sulla spalla, va tutto bene, va tutto bene, vedi, c'è il sole, i mandorli sono già in fiore, nulla ti può far male per oggi.

ALLEVAMENTO AMATORIALE CON AFFISSO

GATTI CERTOSINO DE LA SCIAMANA

BRESCIA

DI SEGUITO GLI UNICI CONTATTI VALIDI

+39 339.1394123

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 GATTINI DISPONIBILI

Tutte le mie grigie e gli stalloni sono stati testati tramite prelievo ematico per il rene policistico (PKD Genetic Test) al laboratorio Vetogene di Milano, ecograficamente per HCM, ovviamente testati anche per FIV, FELV. Sono anche membro del Club del Certosino

Salva

Salva

Perchè la mia veterinaria è meglio! La mia " dottora" è fantastica, sa parlare agli animali e ha un un lagotto, Ciccio, che accoglie tutti con delle coccole sfrenate e non è geloso di nessuno. Fare un giro in clinica è come andare a trovare dei carissimi amici, consigliato a mille a tutti quelli che abitano a Brescia e che hanno i miei Sciamanini/e. Grazie Ilaria e company, siete super!!!!!!


In ricordo della mia sempre Tiffany


♥️♥️♥️♥️♥️

❤

Non ditemi che è solo un gatto...
Tu Tiffany mia sei molto di più, sei mia figlia, sei la sorellina di Mara, fai parte di noi e basta.
Non ditemi che è solo un gatto perchè se tutto il dolore che ho dentro ora diventasse freccia sareste morti all'istante!
Tu Tiffany mi sei dentro da sempre, da quando sei nata in un giorno importante, un 8 marzo del 2002.
Sono state le mie mani che ti hanno accolto in questo mondo, è stato il mio odore che hai sentito prima di quello della tua mamma, io ero sempre accanto a te e ci sarò per sempre!
Ti ha scelto Mara, chissà come mai ha scelto te nel mucchio dei sei piccoli urlanti grigini, ma sei stata tu da subito.
Eri l'unica con il fiocchetto ingombrante, eri quella amata e coccolata di più...
Sei stata per Mara la sua prima amica, per lei sei diventata bambola e nonna di capuccetto rosso, sei diventata principessa e strega.
Tu, straordinaria in tutto, umana fino a dormire allungata come me e Dario tra i nostri due cuscini e anche brontola se mi alzavo la notte e ti svegliavo.
Tu che a tutti hai regalato una testatina come a dare loro il permesso di accarezzarti.
Tu che eri il biglietto da visita di casa nostra, invadente fino a salire sul tavolo se avevamo ospiti ben sapendo che non ti avrei mai sgridato perchè non volevo offenderti davanti a persone non di famiglia.
Tu che tutti ti portano dentro, tutti sanno chi sei e come sei, sei la gatta più dolce, più vera e più nostra del mondo e basta.
Chi ha un mio Grigione ha anche te nei suoi ricordi, per te c'è sempre un pensiero, un sorriso, un filo che diventa amicizia correlato delle tue immagini, dalle tue fusa esagerate e dalla tua insistenza che a volte diventava invadenza.
Non ditemi che è solo un gatto, lei è Tiffany, mia figlia.
Abbiamo vissuto quasi 16 anni assieme e come figlia ti ho sempre messo al primo posto assieme a Mara, io sono sempre venuta dopo, io sono solo la vostra mamma, voi siete le mie principesse.
Anche nelle tue pochissime gravidanze come una figlia mi hai dato l'onore di esserci sempre, sorrido se ci penso, Tiffany, tu iniziavi a urlare ancora prima che iniziasse il travaglio.
Come una regina mi scodellavi i piccoli guardandomi con occhi pieni di dolore facendomi sentire in colpa, poi me li davi e basta, l'unico tuo compito era allattarli ma la mia presenza ti era necessaria.
Anche le notti le passavi nel lettone con i tuoi bambini, non c'era verso che tu stessi nella cesta, tu dovevi dormire con noi, tra di noi e ci portavi un piccolo per volta visto che noi lo rimettevamo nella cesta vicino al letto, tu allora ne prendevi un'altro e andavamo avanti fino a che sfiniti io e Dario ti accettavamo in toto, bimbi compresi.
Ricordo quelle notti passate sul bordo del letto, il dormire con un occhio aperto per la paura di schiacciare un bimbino, certo, l'unica a dormire alla grossa eri tu fiduciosa in noi... Dio che nostalgia di quelle notti....
Anche ora che non riesco nemmeno a vedere quello che scrivo da queste stupide lacrime ho già nostalgia di te, ora che riposi avvolta nella copertina rosa che ti piaceva tanto chiamo già Tiffany tutte le altre Grigie, che farò senza di te?
Sei stata bravissima come al solito, ci hai permesso di salutarti uno a uno, Mara è tornata a casa per te, ti ha chiamato con il vostro linguaggio e tu le sei andata incontro, stanca ma felice, ti sei lasciata pettinare e coccolare, vi siete salutate , vi siete date un arrivederci, lo so con certezza.
Anche Fabio ti ha salutato, con discrezione e da solo ma quando è uscito i suoi occhi erano gonfi di lacrime.
Il papà che non riesce a metabolizzare il dolore e che lascia questo compito a me,ti ha accarezzata e sicuramente ringraziato per tutto quello che ci hai dato.
Io che in questi 4 giorni li ho vissuti con te, attorno a te.
Alla fine eri anche stufa di avermi tra i piedi, si sa, ognuno muore da solo ma io questo non te l'ho permesso, te ne sei andata con me, io c'ero e ti ho accarezzato, ti accarezzerò per sempre!
Tu non devi andare in nessun posto, sei già a casa e lo sarai per sempre!
Tu sei nei nostri cuori, hai solo cambiato forma, ora sei l'energia dei ricordi belli, sarai per sempre un sorriso e sarai per sempre la nostra Tiffany.
Non ditemi che era solo un gatto, lei è mia figlia e basta!

Ti prego Signore

 TI PREGO SIGNORE

KORA   15/12/2008----02/10/2022

Signore lo so che stai aspettando Kora, ma che te fai di una pit bull in paradiso?
Signore, anche sul Ponte dell'Arcobaleno non te la consiglio sai?
Signore, so che tu sai, ma quando sei sicuro che tutto va bene molli un pochino...
Signore, tu sai ma lasciami spiegarti del perchè forse è meglio che rimanga con noi.
Kora è una pit bull che ha sempre vissuto con i gatti e ha volte si crede un gatto (quando vuole coccole esagerate) ma lei odia i gatti (quelli fuori di casa nostra) .
Kora ama giocare con altri cani ma vuole essere sempre lei a decidere il come e il quanto, per questo non me la vedo sul Ponte dell'Arcobaleno, sai che scompiglio?
Kora è una gelosona, difficile per lei condividerci, non me la vedo proprio in Paradiso a sorridere a tutti.
Kora è solo nostra, si, lo so che l'abbiamo viziata, che l'abbiamo umanizzata troppo ma amarla non è costato niente sai?
A nostra difesa e sua ti posso dire che ha sofferto tanto, quanto male ha dovuto subire, non serve raccontarti, vero? Sai già tutto, ecco, noi abbiamo solo trasformato il suo dolore in Amore e credo sia stato il minimo.
Signore, capisci il perchè deve stare con noi?
Ho vissuto giorni, ore minuti e anni con lei, fa parte di me, tu sai quanta fatica mi costa anche buttare un paio di scarpe perchè ci sono tutti i passi che ho fatto, i pensieri che ho avuto, i dolori e le gioie, insomma la mia vita.
Come posso dirti Signore, ora è tua?
Oggi è tornata a casa in un'urna, abbiamo pianto ancora e ancora, so Signore che sei stato paziente, ci hai lasciato il tempo di metabolizzare ma questo tempo non ci basta sai?
Signore, non ci basterà il tempo della nostra vita per lasciarla andare definitivamente lo sappiamo, però possiamo fare un patto se vuoi.
Signore, lasciala con noi, verremo noi a portarla quando il nostro tempo finirà, ognuno di noi avrà un pò di Kora tra le mani e tutta nel cuore, che ne dici Signore?
Lasciala con noi fino a che avremo respiro grazie Signore....