
Stamattina il parco era tutto bianco.
Un bianco brillante illuminato da metà luna, meno 7 gradi, brividi.
L'inverno si fa vedere in tutta la sua bellezza e in tutta la sua crudeltà.
I rami sembravano impanati di acqua ghiacciata, le mie gazze non trovavano la presa e continuavano a svolazzare impaurite.

I merli più sgamati se ne stavano a terra, quasi infilati tra le foglie raggrinzite, sicuramente andando più sotto c'era meno freddo.
Ho ripensato a quando da bimba andavo nel bosco d'inverno.
Il silenzio era rotto dai gemiti dei larici, il freddo in montagna è assassino.
Con temperature estremamente basse i tronchi scoppiano, muoiono e neppure se ne accorgono, che pensieri idioti a volte...
Ma ho ricordi di piante amiche, di quelle che ti permettevano di penzolare senza rompersi, dandoti la sensazione dell'onnipotenza!
Quelle stesse piante che poi trovavi a terra, con il tronco aperto in ferite inguaribili e tu non capivi come un gigante così forte fosse diventato così.
Lo capivi ascoltanto gli anziani, quelli che non si stancavano mai di rispondere alle tue domande, imparavi attraverso il loro raccontare verità fatte leggende.
Il gelo crea spazi nuovi e fa casa per tanti animali.
Anche a terra sono giganti utili, ambiti delle formiche rufus, i loro formicai giganti includono i rami creando passaggi segreti e sicuri.
Le volpi trovano tane dove far crescere le loro famiglie e il bosco si rigenera con piantine nuove.
Poi arriva il sole, il brillare diventa caleidoscopico e è tutto stupore...





