
Nadia si alzò e il sogno ritornò dentro di lei…
Aveva sognato Annalaura….
Mamma mia, fece un rapido calcolo, erano ben 34 anni che non la vedeva e stanotte l’aveva sognata.
Annalaura ma per tutti solo Laura la matta!
Ricordava benissimo il loro primo incontro in una buia mattina in ospedale, primo turno, 6/14.
Nadia usciva dallo spogliatoio con la sua divisa e Laura stava entrando, si erano quasi scontrate, si capiva subito che era una “ nuova”.
Certo che Laura non passava inosservata, una massa di capelli neri, ricci naturali e indomabili su una faccetta buffa buffa, piccola e minuta, vestiva in un modo assurdo, come vestito portava una maglia da uomo e nemmeno troppo pulita, insomma, non sarebbe passata inosservata.
Nadia la salutò e si diresse verso il suo reparto.
Chissà perchè scelse il suo tavolo
quel giorno in mensa dando inizio alla loro amicizia, chissà cosa vedeva in Nadia, forse una simile a lei.
Inutile dire che fin da subito Laura fu fatta oggetto di critiche e di malelingue, ogni cosa che non andava era colpa sua!
Anche gli adulti fanno bullismo e di quello peggiore, siamo bravi a distruggere gli altri sapendo bene quello che vogliamo ottenere.
Laura era un bersaglio facile, figlia ribelle di una famiglia “bene” scappata di casa a 17 anni e ritornata quando era maggiorenne, si era diplomata e ora stava imparando la vita del mondo del lavoro.
Quante volte Nadia l’aveva pettinata e dato il suo camice pulito perché Laura, per l’ennesima volta, doveva andare in Amministrazione a scusarsi per cose mai commesse?
Laura la ribelle che frequentava gente pericolosa, allora erano i tempi delle Brigate Rosse e tanti suoi amici studiavano a Trento, troppo per certe persone.
Nadia sa che Laura è un grumo di dolore e di una sensibilità nascosta, l’ha sperimentato durante il suo ricovero d’urgenza in gine.
Ricorda ancora la sua allegria forzata con le lacrime nascoste dietro alla sua strafottenza nel dire “ hai un tumore”….
Nadia ricorda quando ha avuto suo figlio e Laura insisteva per essere allattata al seno, voleva provare, voleva sapere che sapore aveva il latte di mamma visto che la sua non l’aveva fatto.
Alla fine erano riusciti a licenziarla, avevano messo assieme una mole di accuse assurde e per questo Laura aveva agito legalmente e intanto si era iscritta all’università di Padova, per vivere faceva la baby sitter ai figli di un suo professore e ovviamente anche qui c’era dello “strano”… viveva con questa coppia e i loro due figli e erano dei nudisti convinti.
Quante risate ha fatto Nadia sentendo gli aneddoti raccontati dalla sua amica matta !
Dopo due anni Laura vinse la causa e ritornò solo per rimettere a posto le cose, si tolse qualche sassolino dalle sue stranissime scarpe e poi si licenziò…
Nadia si ricorda ancora come se fosse ieri l’ultima volta che vide Laura.
Ricorda il suono del campanello, il correre per le scale di Lura, il suo grido… “ devo pisciareeeeeeeeeeeeeeeee”
Fatta la pipì usci dalla casa come era entrata, correndo e spiegando che andava a Brescia e che sarebbe ripassata.
Nadia fisicamente non l’ha più rivista ma si sono sentite tante volte, poi la vita separa le strade delle persone e restano i ricordi e i sogni.
Restano i libri della dott. Annalaura, certo, perché Laura era e è un diamante e Nadia lo sapeva, bastava chiudere gli occhi e vederla com’era realmente.
Chissà che fine hanno fatto certe persone che giudicavano solo perché era facile attaccare Laura per quello che era…. Una persona vera e senza maschere e che viveva una vita diversa dalla loro e solo per questo dava loro il diritto di massacrarla sull’altare dell’ipocrisia.
Ciao Laura sei e resterai una splendida luce nel mio cuore




