• ...benvenuti a voi che passate per questa mia casa, entrate in silenzio e con calma, sedetevi e ascoltate ogni respiro perso in ogni stanza,troverete solo serenità e bellezza fatta di cose vere e semplici.Una casa abitata da felini dagli occhi d'oro e dal manto argento-blu, il colore della luna piena d'agosto. Accarezzare un gatto, affondare il viso e aspirare il loro essere ci fa sentire la libertà cos'è.Il certosino è la sentinella dei nostri sogni, nessun incubo potrà introfularsi nel nostro sonno, e il risveglio sarà dolce come i suoi occhi che ci guardano con amore...
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UN'AMICA....

 

Questa è la storia di Carolina e di Paola.   Un’amicizia unica e intensa, vissuta da ambo le parti con un amore speciale.   Una storia che vi racconto piano piano quasi sussurrandovela, rivivendola con voi.   Una storia che fa male, che va a smuovere ricordi sopiti, rivivere sorrisi che ora sono  nel cuore, risate che risuonano nella mente…   Carolina è figlia di Sissi e Artù, e da subito si era  capito che era una micina dal carattere importante.   Un carattere difficile, spigoloso, non amava il rumore il giocare con i fratelli non la interessava, rimaneva ore in un angolino a studiare il mondo, sfuggiva le carezze e ti guardava con gli occhioni ambrati come a dirti " E ora che te ne fai di me? "   Naturalmente è rimasta l’ultima, nessuna la sceglieva, emanava dal suo corpo una regale indifferenza verso chi veniva a vederla.   Poi, un sabato è arrivata una coppia con un bimbo.   Ricordo lei, tutta vestita di chiaro con un sorriso dolcissimo,  lei che si avvicina alla pestifera, io che già so come andrà a finire guardo sconsolata la scena.   Rimango sconcertata, la peste si annida tra le mani di Paola e comincia a fare la danza del latte …. incredibile … e fa pure le fusa.   La serata finisce con una pizza e l’inizio di una nuova amicizia.   Ci vediamo spesso, ci scambiamo confidenze e lei mi fa partecipe della sua battaglia contro una malattia e questo ci unisce ancora di più.   Passano i mesi e tra una terapia e l’altra ci sono le vacanze al quale Carolina partecipa sempre ( Venezia, L’isola d’Elba ) , è diventata la bambina di casa.   Ricordo la telefonata di Paola, disperata perchè era morto un piccolo di Carolina, si sentiva in colpa perchè si era addormentata,  lei era sicura, sicura che il micino non sarebbe morto se lei fosse stata   sveglia …. cara, cara Paola, amica di una sensibilità rara, unica.   Passano mesi belli e passano mesi così così, ridiamo di come Carolina si sia eletta sua custode, nessuno al di fuori di Mario e Luca possono baciarla, graffia sua sorella solo perchè la vede mentre l’abbraccia aiutandola  ad alzarsi, non l’abbandona un attimo, diventa la sua ombra.   Un’ombra a volte difficile da gestire quando Paola peggiora, sembra che Carolina sappia, che non voglia perdersi nemmeno un attimo della sua amica.   Elena mi racconta di furiosi urli di grattamenti sulla porta quando la chiudono in bagno, perchè in casa ci sono estranei per aiutarla nelle terapie, ridiamo insieme le dico di non mollare… le ordino di non mollare…. che dobbiamo fare tante cose, andare a "mangiare strano" andare in montagna e poi tante cose ancora dobbiamo fare ,tante risate ancora……   Ricordo quella domenica … 22 ottobre… il messaggio sul telefonino,   Paola non c’è più …   sono andata subito a salutarla, era sempre bella, era lei, vestita dal suo colore preferito, il bianco.   Carolina l’ha accompagnata in questo suo percorso, e ha condiviso con lei tutto, sono sicura che anche una micia basta a darti forza, a darti coraggio e a sentirti meno sola.   Penso spesso a Paola, e mi sento fortunata per averla conosciuta,    Confesso che non ho mai cancellato il suo ultimo messaggio nel quale affermava di volermi bene …..

TI PENSO...

 

..... è tutto il giorno che ti penso,

 

ormai sono 26 anni, tanti, ma se mi guardo dentro sono attimi.

 

A volte ti sogno, situazioni strane, immagini così reali che al risveglio mi trovo a domandarmi qual'è la realtà, sono io fuori dal tempo o sei tu che sei volata oltre?

 

Domande non me ne faccio più, troppo è stato il dolore per accompagnarti lungo il tuo e mio calvario, vederti attraverso quel monitor, sapere cosa stava accadendo e cercare di proteggere ancora qualcuno, basta!

 

Il 19 marzo, una giornata per i  papà.

 

Si, bella festa quel pomeriggio di 22 anni fa, io che gli auguri non lì avevo fatti a papà, quando lui mi ha chiamato mi aspettavo un rimprovero, avrei voluto mille e mille rimproveri, non quel suo grido di aiuto, non quel suo singhiozzo chiuso in gola!

 

Sono stati giorni passanti con la lentezza del sogno, attimo dopo attimo a cercare un perchè o la ragione del perchè, credere di potersi svegliare per continuare a vivere senza quell'orribile dolore che non ci faceva respiarare.

 

Stare in ospedale da sola, sempre, mamma e papà avevano abdicato, ero con te anche se c'era un muro a dividerci, ma so che tu sapevi che io non ti mollavo!

 

Sapevi che mi dannavo, che correvo a cercare le ultime tue notizie,

 

maledetto quel medico che quella mattina alle mie domande mi ha risposto dicendomi che ancora non conoscevo le regole, me le avrebbe dette a suo tempo.

 

Le regole della prima rianimazione me le ha dette stravaccato su una poltrona davanti al monitor dove tu apparivi quasi sospesa in aria,

 

ti avrei vista due volte al giorno sul monitor, eri una malata "critica",

 

e  " il bollettino è finito, vada in pace"... maledetto, se era tua figlia che avresti fatto?

 

E se era tua sorella?

 

Avresti pregato il cielo e anche il mare?

 

Avresti girato come  come un idiota per i corridoi dell'ospedale cercando una chiesa per barattare con qualsiasi dio la sua vita?

 

Avresti finito per stare male in ogni posto tu stavi, tranne che in quella maledetta e inutile stanza dalle assurde poltrone di pelle verde?

 

Avresti guardato le altre persone uguali a te nel dolore come parte di te?

 

Avresti gioito se c'era un miglioramento con loro se un figlio o un fratello migliorava?

 

Avresti pianto se se ne andavano dietro a una barella dove la morte aveva vinto?

 

Non ho mai odiato nessuno, ma te si, magari solo per un attimo ma ti ho odiato e desiderato che fossi tu in quel letto a pezzi!!

 

Non ci si deve mai abituare al proprio lavoro, specialmente al tuo, non si deve lasciare il cuore a casa, una ragazza di 26 anni merita rispetto e umiltà.

 

Sono stati 10 giorni di calvario, poi tutto è finito, finalmente hai smesso di lottare, mi hai lasciato il compito più brutto, avvisare la mamma e il papà.

 

Ho solo un ricordo su tutto, quella domenica mattina sono arrivata  a casa, era prestissimo non c'è stato bisogno di parlare, l'unico grido che ricordo è stato quello di una vicina rivolto verso la mamma,

 

donna.... donna.... donna....

 

in quel grido c'era tutto il dolore del mondo di noi donne,

 

noi che facciamo i figli, noi che li vediamo morire, noi che moriamo con loro!

NONNA ANGELA

Era una nonnina piccola, simile a quella che si trova sempre nelle favole.

Un corpo minuto che spariva negli abiti sempre troppo grandi per lei, ma anche infagottata attirava l’attenzione.

Erano i suoi occhi a colpire, simili a cieli azzurri di primavere ormai dimenticate.

Mi piaceva parlare con lei, ascoltarla mentre le pettinavo i fragili capelli bianchi e sentire i suoi ricordi attraverso il suo respiro.

Mi parlava piano, a volte si fermava e mi  guardava con uno sguardo vuoto, allora capivo che era in un mondo dove io non potevo seguirla.

Un mondo fatto di dimenticanze, dove a volte io diventavo sua figlia e tutto era gioia e carezze, altre volte diventavo il suo incubo più atroce e allora  erano urla e morsi.

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Già l’alzaimer, malattia schifosa, quella che ti spegne giorno dopo giorno, ricordo dopo ricordo, quella che ti ruba l’amore e ti lascia solo la vergogna.

La vergogna dei figli che non capiscono come tu possa diventare un ammasso di carne urlante  immersa nella tua stessa urina e  giocare con le tue feci.

Nonna Angela se ne andava così, ogni giorno un pò di più, si dimenticava di aver fame e sete, si dimenticava di vivere.

A tratti emergeva da quell’oceano di nulla e allora le parlavo dei suoi figli, come una cantilena ripetavamo i loro nomi,  lei mi diceva di loro, di quanto li amasse e di come sentisse la loro mancanza.

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Una mancanza che era fatta di silenzi imbarazzanti, di sguardi cupi e colmi d’ansia, dove era finito l’amore?

L’amore e la tenerezza, quella cosa chiamata famiglia, quel cerchio che inizia nella pancia della mamma e che dovrebbe finire con noi figli che aiutiamo i nostri  genitori, amandoli e rispettandoli sempre.

Sempre e non fa niente se non ci riconoscono, siamo noi a conoscere loro e tanto basta, non serve scappare o voltarsi dall’altra parte, siamo sempre figli e dopo genitori.

NON VOGLIO LA MIMOSA

NON  VOGLIO  LA  MIMOSA!
 
 

mimose Pictures, Images and Photos Non voglio la mimosa. Non voglio una giornata dedicata a noi donne.

Una giornata per festeggiarci?

Per che cosa?

Per farci  riempire le pizzerie e essere servite da camerieri maschi in tanga?

Per renderci ridicole tale e quali agli uomini che credono che noi donne serviamo solo a "quello"?

Scimiottare per una sera quello che gli uomini fanno normalmente come un diritto, andare a vedere gli attributi di ragazzi che si spogliano, magari urlando e ululando come scimmie?

Voglio che ogni giorno sia la nostra festa

Voglio che ogni donna sia  consapevole del potere enorme che ha tra le  mani quando guarda  suo figlio maschio appena nato.

Voglio che capisca che sta a lei crescerlo con l'amore e il rispetto per tutti, che non ci sono persone, maschi o femmine di serie B.

L'amore e il rispetto è dovuto verso la madre, da sempre è così, ma ogni donna è madre, ogni donna è sorella  e allora?

Voglio sapere perchè un figlio non riconosce in ogni donna la sorella, perchè non le riconosce il suo stesso diritto di dignità?

Perchè quella violenza che distrugge l'essere più intimo di noi donne?

Come può un uomo usare  violenza e chiamarla amore?

Ma come può una donna accettare questo amore!

Non è amore è un abisso dal quale ritornare il più delle volte è impossibile.

Voglio mille giorni all'anno per festeggiare noi donne.

Non voglio una catena al collo per ricordare questo giorno, vorrei che ogni donna riuscisse a strappare tutte le catene che le tengono chiuse in stanze di paura.

Voglio poter gestire la mia vita da sola, senza interferenze da parte di una chiesa che sa solo condannare.

Non voglio essere chiamata assassina se decido di abortire, sono io che sanguino e non solo nell'utero.

Voglio più aiuto, in quanto donna, noi lavoriamo molto di più dei maschi, la nostra giornata inizia prima e finisce molto dopo la loro, ricordiamocelo sempre!

Voglio  dire a mia figlia di avere fiducia nel prossimo, lasciarla camminare da sola senza l'angoscia che ho ora nel cuore.....

Voglio che viva in una vita  normale, basata sull'amore e il rispetto reciproco, camminare assieme, ne davanti ne dietro ma sempre affiancati.

Voglio è una parola che uso poco, forse ora l'ho usata a vanvera, ma vorrei tanto questo VOGLIO!

Contatti

ALLEVAMENTO AMATORIALE

CON AFFISSO


GATTI CERTOSINO DE LA SCIAMANA

BRESCIA

DI SEGUITO GLI UNICI CONTATTI VALIDI

+39 377.6874616

TUTTE LE MIE GRIGIE e GLI STALLONI SONO STATI TESTATI TRAMITE PRELIEVO EMATICO PER IL RENE POLICISTICO (PKD GENETIC TEST) al laboratorio VETOGENE di MILANO, ECOGRAFICAMENTE PER HCM, ovviamente testati anche per FIV, FELV

Sono anche membro del Club del Certosino

GATTINI DISPONIBILI

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RAMESSE DEL BORGO MATTO

ELORA E BODI DHARMA DE LA SCIAMANA

ZOE DE LA SCIAMANA

tanus

TANUS DI SANTA FIORA

TRE CUCCIOLI NATI DA BODI DHARMA E DA TANUS DI SANTA FIORA

REBECCA DEL BORGO MATTO

BODI DHARMA

" Perle d'Ambra in uno scrigno di grigia bellezza "

 

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Ultimi saluti

Semplicemente grazie
Grazie Gabry, so che la nostra Tiffany sarà per sempre nel tuo cuore, l'amore va oltre tutto per fortuna, grazie infinite
Ti mando la mia carezza dal cuore...sei la nostra sorellona...sei presente, dolce, in cerca di contatti umani. Quanto hai insegnato... Ti vorrò sempre bene...saluta il mio Tango che è appena volato in cielo... Sii serena nella tua casa, il cuore di chi ti ama. Ciao gioione.
Ciao Cesy sono arrivata da te col cuore colmo di tristezza perché ferito da un’allevatrice che ci aveva promesso un cucciolo.... ce lo aveva fatto conoscere .... ci aveva fatto anche scegliere il nome .... per poi a pochi giorni dalla consegna decidere di non darcelo più senza alcuna giustificazione lasciandoci con la cuccia vuota..... ma tu hai ridato noi e a mio figlio il sorriso.... perché...
Ciao cesy....finalmente sono riuscita a mettere un' impronta pure io e.....sarò scontata ma conoscere la tua famiglia umana e certosina e' stata una gran cosa...mi hai dato Penelope e lei....e' fin dentro alle mie ossa...oltre che nel mio cuore ovviamente....ti ringrazierò all'infinito. Un bacio e a presto!

Da sapere!

Quando si decide di acquistare un gattino da compagnia di razza è bene non farsi prendere dall’entusiasmo e dalla frenesia di avere subito un cucciolo da portare a casa ed effettuare invece una ricerca facendo particolarmente attenzione ad alcuni aspetti molto importanti onde EVITARE DI ESSERE TRUFFATI oltre che ASSICURARSI DI ACQUISTARE UN GATTINO SANO. Accertarsi sulla salute del cucciolo che si desidera acquistare vi eviterà dispendiose cure veterinarie in seguito.

DA CHI ACQUISTARE IL CUCCIOLO
Se volete comprare un cucciolo di razza è consigliabile cercare un allevamento “serio”. Non sostenete i negozi che vendono animali, perché i cuccioli che vedete dai negozianti sono cuccioli quasi certamente provenienti dal traffico d'animali oppure da pseudoallevamenti che producono cuccioli “in batteria” solo per essere venduti nei negozi ad un prezzo basso e siate cauti nei confronti di annunci su siti commerciali, in entrambi i casi potreste finire con un gattino malato e/o svezzato troppo presto. In ogni caso, contattate più di un allevatore prima di comprare un cucciolo e cercate un allevatore disponibile a fornirvi tutta la documentazione, le informazioni e le garanzie necessarie, parlate con lui anche di eventuali problemi di salute legati alla razza che vi interessa. Assicuratevi che siano stati effettuati tutti i test, genetici e non, sui genitori che il cucciolo sia stato sverminato e che abbia completato il ciclo delle prime vaccinazioni, che sia cresciuto con amore, in un luogo pulito e igienico e non in una gabbia. Se possibile, prima di acquistare un gattino, visitate l'allevamento e se intuite che qualcosa ''non va'' in un allevatore, cercatene altri.


QUANTO COSTA UN CUCCIOLO DI RAZZA?

Non è facile rispondere a questa domanda: dipende dalla razza (se è più o meno diffusa), dalla genealogia (il cucciolo potrebbe essere figlio di campioni e frutto di un lavoro di selezione in alta genealogia) e dall'allevatore. In genere in allevamento il prezzo di un cucciolo “da compagnia” può oscillare tra 600 e i 1.000 €.e. Acquistando il cucciolo da un privato la cifra può scendere, ma spesso i privati non presentano la stessa serietà degli allevatori ed è più facile trovare cuccioli che non abbiano tutte “le carte in regola”. Un acquisto dettato esclusivamente da una cifra allettante potrebbe non rivelarsi la scelta migliore, se tutto quello che avete risparmiato all'atto dell'acquisto lo dovete poi spendete in visite, esami ed interventi veterinari. Inoltre il costo di un gatto di razza non può essere determinato dalla presenza o meno del pedigree: il pedigree non ha un costo così elevato da giustificare dei prezzi bassi quando il gatto viene ceduto senza. Il costo reale del pedigree è di circa 15 -20 €.

CON PEDIGREE o SENZA?
Chi desidera un cucciolo da compagnia e non è interessato alla riproduzione o alle esposizioni feline, spesso ritiene che il pedigree sia inutile e in effetti, se il gatto verrà sterilizzato e passerà il resto della sua vita in casa, il pedigree “nella pratica” non servirà a niente. Va però ricordato che IL PEDIGREE È L'UNICO DOCUMENTO CHE ATTESTA CHE IL VOSTRO CUCCIOLO È DI RAZZA. Il pedigree è il certificato di iscrizione del gatto al Libro delle Origini (LO) di una determinata associazione felina. Questo significa che sul pedigree viene riportato l'albero genealogico del vostro gatto fino a molte generazioni indietro e viene così tenuta traccia della sua linea di sangue, pertanto solo il pedigree potrà garantirvi che il gattino appartenga realmente alla razza scelta. Se non avete alcuna preparazione specifica sulle razze feline potrebbero rifilarvi un meticcio spacciandolo per un gatto di razza. Acquistare un gatto con pedigree significa essere tutelati da eventuali truffe. E’ bene ricordare che per “gatto di razza” si intende un gatto in possesso di pedigree, pertanto chi promuove la vendita di cuccioli di razza senza pedigree infrange la legge italiana – Decreto Legge: DLG 529/1992 ART. 51 -

TEST DA RICHIEDERE
Per assicurarsi che il cucciolo che state acquistando sia sano, ci sono alcuni test che potete e dovete richiedere. Si tratta di test che vengono effettuati sui riproduttori, quindi validi per tutte le cucciolate: non vi è quindi la necessità di testare ciascun cucciolo se i genitori risultano negativi a tutti i test. Il test principale da richiedere è il FIV/FeLV. La FIV è in sostanza l'HIV dei gatti, mentre la FeLV è la leucemia felina. Sono patologie sostenute da virus trasmissibili da gatto a gatto, patologie incurabili e con prognosi infausta. Esistono poi delle patologie genetiche, come ad esempio la PKD nei Persiani e la HCM nei Maine Coon che colpiscono rispettivamente i reni e il cuore.

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