• ...benvenuti a voi che passate per questa mia casa, entrate in silenzio e con calma, sedetevi e ascoltate ogni respiro perso in ogni stanza,troverete solo serenità e bellezza fatta di cose vere e semplici.Una casa abitata da felini dagli occhi d'oro e dal manto argento-blu, il colore della luna piena d'agosto. Accarezzare un gatto, affondare il viso e aspirare il loro essere ci fa sentire la libertà cos'è.Il certosino è la sentinella dei nostri sogni, nessun incubo potrà introfularsi nel nostro sonno, e il risveglio sarà dolce come i suoi occhi che ci guardano con amore...
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PENSIERI A PALLA...

BABETTE  DE  LA  SCIAMANA

 

 

 

Tante volte mandiamo messaggi sbagliati, crediamo di agire con saggezza ma affondiamo nelle nostre paure.
 Dall'alto delle nostre insicurezze gridiamo consigli non richiesti e ci avvolgiamo nel tepore dell'indifferenza.
 A volte basterebbe ascoltare, amicizia è quello principalmente.
 Amicizia è diversa da "compagni di merende", non si può solo ridere assieme, è il piangere che  rende uniti.
 Condividere le lacrime e un abbraccio fa sentire  fratelli, ho provato a dirlo, ho cercato di spiegare un bisogno ma....
 Tanti gli anni vissuti vicini, tante "le merende" mangiate assieme, le risate... ma se guardo nell'arco di questi anni non vedo lacrime.
 Tanti i dolori vissuti inzuppati di sale amaro ma se vi cerco trovo solo la vostra assenza.
 Non voglio colpevolizzare nessuno, ognuno è se stesso come è, ma la delusione è tanta, per una volta ho "sforato" ho chiesto aiuto.
 Non chiedevo nulla di strano, chiedevo solo ascolto e tenerezza, condivisione e cuori aperti per ricevere dolori curabili solo con amore.
 No, scusate, vi ho chiesto moltissimo, vi ho chiesto il vostro cuore.
 Vi ho chiesto il vostro tempo, ho chiesto a voi di esserci, voi amici miei....
 No, non amici ma "compagni di merende" , ecco quello che siete, gli amici sono un'altra cosa.....

COME SI IMPARA AD AMARE?

 

 

 

Come si capisce che si ama nel modo giusto?

Un dubbio che gira e rigira, un tarlo messo li, come una virgola lungo la certezza del vivere.

Allora avrò sempre sbagliato?

Se non sono mai stata accarezzata, voluta e amata, un fagotto da buttare in un angolo e poi dimenticarsene, se mai nessuno mi ha bagnato con lacrime di gioia, come posso avere imparato a dare amore?

Allora tutto il mio lottare, dal mio primo respiro all'ultimo schiaffo ricevuto, dal gridare in silenzio il bisogno di essere quella che voglio essere.

Allora ho sbagliato tutto?

Una piccola virgola e sono in panico.

Amore non è dipendenza e l'esserci, è l'abbraccio a lungo rifiutato perchè non conoscevi quanto può far bene.... o quanto può fare male.

Creare la vita, il riprodursi, quale magia e quale amore immenso è più grande?

Oppure è l'illusione che ci fa sentire grandi e potenti?

Guardare tuo figlio e scoprirsi a piangere di gioia, quelle lacrime che mai furono versate per te, chiamare amore e sentirlo esplodere dentro, capire che potresti uccidere per quella piccola vita.

Poi il tempo corre e cosa rimane di certezze costruite su quelle lacrime?

Magari non sapevi amare, come si fa a capire bisogni se non sai soddisfare i tuoi?

Girotondi di fate e di gnomi, storie inventate a occhi spalancati dove il sonno scappava lontano e il bene non sempre vinceva.

Imparare a non dare baci, chiudere le braccia per impedire la bramosia degli abbracci, riinventarsi un domani dove nemmeno i rovi potranno pungere.

Ascoltare e non cercare di capire ogni perchè, imparare a pensare un pò a me, questo può essere il modo giusto di amare.

Amare me stessa perchè nessuno sa quanto io non mi ami. 

ANGELA

 

 

 

 

Ora so che ti sei uccisa, ora so che la depressione fa fare queste cose. So  che è stata una tua scelta quella di infilarti sotto quel camion, ma perchè ti sei portata via anche Cristian? Lavorare con te era bello, tu piccola e solare, una bambolina, tanti  non credevono che eri tu la "dottora", ti guardavano stupiti, quel tuo sorriso, quella serenità che usciva dai tuoi occhi.. Eri una donna colma di ogni cosa, bellezza e amore abitavano a casa tua, anche la nascita di Cristian è stata benedetta da fate generose. La vita sembrava una favola, le tua favola, quella di una famiglia felice e normale, allora cosa è successo poi? Chissà che fine ha fatto la tartaruga che ho regalato al tuo piccino, chissà che fine ha fatto quella piccola casa.... Ci siamo perse di vista, io pensionata e tu sempre a fare la "dottora" con accanto altre persone. Poi una sera è arrivata come una bomba la notizia... un incidente... assurdo e crudele. Tuo marito visto il tuo ritardo aveva già chiamato in pronto soccorso.... già, medico anche lui... lavoro difficile, ti porta sempre a pensare al peggio. La notizia è arrivata sui cellulari... è una nostra collega.. ecco che il peggior incubo diventa realtà. Dovevi portare Cristian a nuoto, hai voluto fare un giro... il lago è così bello in autunno.... Perchè la tua macchina si è incastrata sotto a quel camion fermo in una piazzola? Perchè con c'erano segni di frenata? Perchè... perchè e ancora perchè! Il dolore è stato tanto, le due bare alliniate una accanto all'altra nella piccola cappella dell'ospedale, era un dolore comune, un dolore che univa e che straziava anche se era solo il silenzio a urlare. Per tanto tempo mi sono rifiutata di credere a chi diceva che ti eri volontariamente infilata sotto a quel camion. Per tanto tempo vedevo solo il tuo sorriso e risentivo la tua voce mentri ridevi accanto a tuo figlio. Ma ora so, ora lo so che hai cercato una via di fuga al tuo male di vivere, ma perchè ti sei portata via anche Cristian? La depressione è un tumore maligno, ti ammazza dentro e fa ammalare anche chi ti sta accanto, il sole diventa freddo e nemico. Non ci sono più sogni ne progetti, anche l'amore sparisce, non scalda più il sorriso, anche un figlio non basta, solo quel vuoto e quella voglia che tutto finisca presto. Tu hai voluto accellerare il tutto, vero? Hai pensato di portarti via Cristian perchè non soffrisse quello che stavi soffrendo tu, pensavi di proteggerlo da questo mondo schifoso, hai agito da mamma. Ma dimmi, dimmi cosa ti ha detto Cristian quando hai accellerato e puntato contro il camion.... dimmi... ha urlato? Cosa ha detto? Mamma..... mamma cosa fai? Hai sentito dolore o eri già tutta un dolore per la scelta che stavi facendo? Ora capisco questo dolore che scava dentro giorno dopo giorno e ti svuota di tutte le emozioni e della voglia di vivere. La vita va avanti, ogni tanto ti penso con la dolcezza dei ricordi che ho di te, a volte ti penso con rabbia.. Una rabbia che non dovrebbe esistere, non sta a me perdonare... se c'è qualcosa da perdonare... Ciao Angela

MAX

 

Era  mattina ma la notte invernale sarebbe stata ancora lunga, iniziava il turno alle 6 e intanto si godeva in silenzio il caffè della macchinetta dell’ospedale.

Era partita da casa in anticipo, come sempre, gli piaceva alzarsi per poter leggere due pagine così iniziava bene la giornata.

Dar da mangiare al pesce rosso che nel silenzio della casa addormentata la chiamava  con schiocchii fatti a pelo d’acqua la faceva sorridere.

E il profumo del primo caffè era fatto solo per ricordarle quanto fosse bello poter sentire che nel silenzio del suo piccolo mondo tutto andava bene.

Scese e  la nebbia l’avvolse come una ingombrante coperta, per fortuna a quell’ora le macchine erano poche, guidò piano, immersa in quel silenzio irreale fatto di bianco e buio.

Negli spogliatoi salutò ricambiata con cenni, quasi fossero senza voce delle colleghe, poi si avviò a prendersi il primo caffè della macchinetta.

Chissà perchè la sua preferenza andò alla macchinetta del piano della Pediatria, di solito era quello più affollato e lei lo evitava, ma quella mattina era deserto e così decise di fermarsi lì.

Fu mentre beveva piano il suo caffè guardando il buio fuori dalla finestra che vide vicino a lei, riflessa sui vetri quella donna.

Veramente la sua mente registrò che non era "nuova", era una figura che  vedeva spesso, cortesemente la salutò cercando un argomento banale per potersi accomiatare.

Fu sorpresa dalla reazione della donna, la quale scoppiò in un pianto fatto di singulti e gemiti, la bocca aperta  a mangiare l’aria che sicuramente non arrivava ai polmoni, scossa da un dolore che faceva paura.

Istintivamente l’abbracciò, non sapeva che fare ma sentiva che era solo  quello che poteva e doveva fare!

Solo un nome usciva da quella bocca devastata dal dolore, Max… Max…

Fu il suo essere donna che la portò a conoscere quella storia?

O fu un dolore giunto ad un punto non più sopportabile?

Divennero amiche e così seppe di Max, un bimbo biondo che pesava poco più di un lattante, Max che non aveva futuro, che non aveva mai avuto un futuro.

Era nato "male" strappato con il forcipe dal caldo corpo di sua mamma e mai nato alla vita.

Max che l’unica cosa che riusciva a fare da solo era respirare e basta!

Max un guscio vuoto, un viso inespressivo gli occhi di un azzurro cielo da far stare male chi vi cercava un sorriso.

Max che era meglio se moriva subito, per tutti, ma non per lei.

Lei  gli raccontava dell’altra sua figlia, del marito ormai etilista, del non vivere la famiglia, del suo sacrificarsi solo per Max, non chiedeva se era giusto, lo faceva e basta!

Un’amicizia dura, impegnativa, fatta di abbracci e di discussioni, per Max poteva  tutto, per gli "altri" niente.

Nulla per la figlia adolescente, rabbiosa verso la sua vita e verso quel fratello che le portava mia l’amore della mamma, niente per il marito che sapendo di aver perso due persone in una volta sola si era rivolto alla bottiglia.

Questo tutto per Max.

Max che "viveva" in un letto su misura, girato e rigirato in continuazione, Max sedato contro attacchi epilettici, Max a cui veniva dato da mangiare tramite un tubicino impiantato nello stomaco, Max a cui lei doveva aspirare il muco dalla gola, Max…..

Una sola domanda alla fine, perchè?

Lei guardando il "suo" Max rispose la sua verità,

"perchè lui mi muore, lo so che mi muore….."

Non seppe più che dirgli, pensò che la morte aveva già colpito nel cuore di una ragazza e di un uomo solo…

Contatti

ALLEVAMENTO AMATORIALE

CON AFFISSO


GATTI CERTOSINO DE LA SCIAMANA

BRESCIA

DI SEGUITO GLI UNICI CONTATTI VALIDI

+39 377.6874616

TUTTE LE MIE GRIGIE e GLI STALLONI SONO STATI TESTATI TRAMITE PRELIEVO EMATICO PER IL RENE POLICISTICO (PKD GENETIC TEST) al laboratorio VETOGENE di MILANO, ECOGRAFICAMENTE PER HCM, ovviamente testati anche per FIV, FELV

Sono anche membro del Club del Certosino

GATTINI DISPONIBILI

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Foto

RAMESSE DEL BORGO MATTO

ELORA E BODI DHARMA DE LA SCIAMANA

ZOE DE LA SCIAMANA

tanus

TANUS DI SANTA FIORA

TRE CUCCIOLI NATI DA BODI DHARMA E DA TANUS DI SANTA FIORA

REBECCA DEL BORGO MATTO

BODI DHARMA

" Perle d'Ambra in uno scrigno di grigia bellezza "

 

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Ultimi saluti

Semplicemente grazie
Grazie Gabry, so che la nostra Tiffany sarà per sempre nel tuo cuore, l'amore va oltre tutto per fortuna, grazie infinite
Ti mando la mia carezza dal cuore...sei la nostra sorellona...sei presente, dolce, in cerca di contatti umani. Quanto hai insegnato... Ti vorrò sempre bene...saluta il mio Tango che è appena volato in cielo... Sii serena nella tua casa, il cuore di chi ti ama. Ciao gioione.
Ciao Cesy sono arrivata da te col cuore colmo di tristezza perché ferito da un’allevatrice che ci aveva promesso un cucciolo.... ce lo aveva fatto conoscere .... ci aveva fatto anche scegliere il nome .... per poi a pochi giorni dalla consegna decidere di non darcelo più senza alcuna giustificazione lasciandoci con la cuccia vuota..... ma tu hai ridato noi e a mio figlio il sorriso.... perché...
Ciao cesy....finalmente sono riuscita a mettere un' impronta pure io e.....sarò scontata ma conoscere la tua famiglia umana e certosina e' stata una gran cosa...mi hai dato Penelope e lei....e' fin dentro alle mie ossa...oltre che nel mio cuore ovviamente....ti ringrazierò all'infinito. Un bacio e a presto!

Da sapere!

Quando si decide di acquistare un gattino da compagnia di razza è bene non farsi prendere dall’entusiasmo e dalla frenesia di avere subito un cucciolo da portare a casa ed effettuare invece una ricerca facendo particolarmente attenzione ad alcuni aspetti molto importanti onde EVITARE DI ESSERE TRUFFATI oltre che ASSICURARSI DI ACQUISTARE UN GATTINO SANO. Accertarsi sulla salute del cucciolo che si desidera acquistare vi eviterà dispendiose cure veterinarie in seguito.

DA CHI ACQUISTARE IL CUCCIOLO
Se volete comprare un cucciolo di razza è consigliabile cercare un allevamento “serio”. Non sostenete i negozi che vendono animali, perché i cuccioli che vedete dai negozianti sono cuccioli quasi certamente provenienti dal traffico d'animali oppure da pseudoallevamenti che producono cuccioli “in batteria” solo per essere venduti nei negozi ad un prezzo basso e siate cauti nei confronti di annunci su siti commerciali, in entrambi i casi potreste finire con un gattino malato e/o svezzato troppo presto. In ogni caso, contattate più di un allevatore prima di comprare un cucciolo e cercate un allevatore disponibile a fornirvi tutta la documentazione, le informazioni e le garanzie necessarie, parlate con lui anche di eventuali problemi di salute legati alla razza che vi interessa. Assicuratevi che siano stati effettuati tutti i test, genetici e non, sui genitori che il cucciolo sia stato sverminato e che abbia completato il ciclo delle prime vaccinazioni, che sia cresciuto con amore, in un luogo pulito e igienico e non in una gabbia. Se possibile, prima di acquistare un gattino, visitate l'allevamento e se intuite che qualcosa ''non va'' in un allevatore, cercatene altri.


QUANTO COSTA UN CUCCIOLO DI RAZZA?

Non è facile rispondere a questa domanda: dipende dalla razza (se è più o meno diffusa), dalla genealogia (il cucciolo potrebbe essere figlio di campioni e frutto di un lavoro di selezione in alta genealogia) e dall'allevatore. In genere in allevamento il prezzo di un cucciolo “da compagnia” può oscillare tra 600 e i 1.000 €.e. Acquistando il cucciolo da un privato la cifra può scendere, ma spesso i privati non presentano la stessa serietà degli allevatori ed è più facile trovare cuccioli che non abbiano tutte “le carte in regola”. Un acquisto dettato esclusivamente da una cifra allettante potrebbe non rivelarsi la scelta migliore, se tutto quello che avete risparmiato all'atto dell'acquisto lo dovete poi spendete in visite, esami ed interventi veterinari. Inoltre il costo di un gatto di razza non può essere determinato dalla presenza o meno del pedigree: il pedigree non ha un costo così elevato da giustificare dei prezzi bassi quando il gatto viene ceduto senza. Il costo reale del pedigree è di circa 15 -20 €.

CON PEDIGREE o SENZA?
Chi desidera un cucciolo da compagnia e non è interessato alla riproduzione o alle esposizioni feline, spesso ritiene che il pedigree sia inutile e in effetti, se il gatto verrà sterilizzato e passerà il resto della sua vita in casa, il pedigree “nella pratica” non servirà a niente. Va però ricordato che IL PEDIGREE È L'UNICO DOCUMENTO CHE ATTESTA CHE IL VOSTRO CUCCIOLO È DI RAZZA. Il pedigree è il certificato di iscrizione del gatto al Libro delle Origini (LO) di una determinata associazione felina. Questo significa che sul pedigree viene riportato l'albero genealogico del vostro gatto fino a molte generazioni indietro e viene così tenuta traccia della sua linea di sangue, pertanto solo il pedigree potrà garantirvi che il gattino appartenga realmente alla razza scelta. Se non avete alcuna preparazione specifica sulle razze feline potrebbero rifilarvi un meticcio spacciandolo per un gatto di razza. Acquistare un gatto con pedigree significa essere tutelati da eventuali truffe. E’ bene ricordare che per “gatto di razza” si intende un gatto in possesso di pedigree, pertanto chi promuove la vendita di cuccioli di razza senza pedigree infrange la legge italiana – Decreto Legge: DLG 529/1992 ART. 51 -

TEST DA RICHIEDERE
Per assicurarsi che il cucciolo che state acquistando sia sano, ci sono alcuni test che potete e dovete richiedere. Si tratta di test che vengono effettuati sui riproduttori, quindi validi per tutte le cucciolate: non vi è quindi la necessità di testare ciascun cucciolo se i genitori risultano negativi a tutti i test. Il test principale da richiedere è il FIV/FeLV. La FIV è in sostanza l'HIV dei gatti, mentre la FeLV è la leucemia felina. Sono patologie sostenute da virus trasmissibili da gatto a gatto, patologie incurabili e con prognosi infausta. Esistono poi delle patologie genetiche, come ad esempio la PKD nei Persiani e la HCM nei Maine Coon che colpiscono rispettivamente i reni e il cuore.

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