• ...benvenuti a voi che passate per questa mia casa, entrate in silenzio e con calma, sedetevi e ascoltate ogni respiro perso in ogni stanza,troverete solo serenità e bellezza fatta di cose vere e semplici.Una casa abitata da felini dagli occhi d'oro e dal manto argento-blu, il colore della luna piena d'agosto. Accarezzare un gatto, affondare il viso e aspirare il loro essere ci fa sentire la libertà cos'è.Il certosino è la sentinella dei nostri sogni, nessun incubo potrà introfularsi nel nostro sonno, e il risveglio sarà dolce come i suoi occhi che ci guardano con amore...
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COME GATTI VAGABONDI

 

 

è così facile amare i cuccioli. Bambini o animali, guardarli e sorridere è naturale, allungare una carezza o dare un bacio  è  un obbligo. Il bisogno di protezione che si scatena nell'adulto è senza dubbio per salvaguardarne la specie dall'estinzione. E quando questa viene meno? Quando questo bisogno cade cosa diventiamo? Nel secolo scorso non c'era penuria di figli, anzi, erano in troppi Troppe bocche  da sfamare, magari 5 figli dalla prima moglie morta di parto e altri 6/8 dalla sposa più giovane. Ricordo le "storie" che mi raccontavano da bimba, ora so che non erano racconti ma verità. Fiabe dove si parlava di inverni feroci e senza cibo, dove in un letto si dormiva in 6, tre a ogni capo del letto, così da non sapere mai quale era il lato giusto. Stufe sempre accese con sopra pentole annerite e colme di minestre allungate ogni giorno di più. Vestiti mai lavati e passati ai più piccoli come regali di natale, la primavera che come una porta scardinata lasciava entrare la luce a colpire il vuoto fatto dalla morte. Si, c'erano tanti bimbi, ma la morte metteva a posto le cose. Bastava una tosse un pò più cattiva del solito, un mal di pancia e un nuovo angioletto se ne volava via. Non si investivano sentimenti sui neonati, troppo il rischio di soffrire. In ogni famiglia rimaneva vago il numero dei morticini, bastava piangerne uno per tutti. Nei miei primi ricordi dell'asilo c'è l'accompagnare al cimitero i defunti, come tanti birilli vestiti a festa, mantellina e cappello bianchi per i bambini, mantella e copricapo nero  per gli adulti. Ma per i bambini non c'erano nemmeno le tombe, venivano messi con gli adulti e il più delle volte nemmeno un nome a ricordarli. Si partiva per la propria vita presto, non c'erano legami fatti di sentimento, le catene dell'amore potevano aspettare, quello di riempire la pancia era prioritario. Guardo con stupore i ragazzi adolescenti che arrivano in Italia e guardo i nostri figli, come avranno fatto a lasciare la loro famiglia? E le madri, come possono dormire non sapendo dove sono? Noi che vediamo bambini o al massimo ragazzi i trentenni, come faranno quei diciottenni senza nessuna esperienza? Oppure loro sono solo quell'Italia di allora? Sono più duri, selezionati dalla povertà e più egoisti? Senza nessuna catena d'amore a tenerli legati alle loro famiglie e molto più affamati di cibo? Sapranno trovare l'amore dentro loro o si perderanno nel sottobosco del male? Sentiranno la nostalgia di una carezza e sapranno fermarsi davanti a un sorriso? Li guardo, sono in tanti, piccoli gruppi furtivi che si spostano velocemente lungo la via, un parlare alto quasi urlato, come a dire che ci sono, che esistono. Chissà dove andranno a dormire stanotte………

GRAZIE VITA

 

  

 

A volte è veramente difficile capire cosa si vuole, cosa fare della propria vita.
 Da bambina non avevo grandi sogni, l'importante era vivere.
 Sembrerà assurdo ma non c'era la certezza del domani come non c'era mai un letto caldo d'inverno.
 Si viveva così, già ero leggenda con la mia nascita a 7 mesi, io che camminavo a 9 mesi, uno sgrufolo piccino piccino che faceva pena alle donne della fontana.
 Ancora adesso in paese trovo l'anziana che si ricorda con quanta forza mi fossi attaccata alla vita.
 Vita fatta di giorni ricamati a catinelle verso anni più belli, ma tutti bagnati dal sudore del lavoro non sapendo che era lavoro.
 Anche l'imparare a falciare un prato a 11 anni non sembrava peccato, altro che lavoro minorile!
 Portare a casa il latte appena munto per la colazione del mattino era cosa da fare, non si giocava a bambole ma c'erano i fratellini fasciati a mummia da spupazzare.
 Forse non si sapeva sognare, troppa era la realtà.
 Bastava per riempire un'infazia e l'adolescenza, non c'era tempo per i principi azzurri ne per i ranocchi, bastavano i folletti e le fate del bosco.
 Bastava la luna e il suo chiarore a fare piangere di gioia senza sapere il perchè.
 E quel tremito dentro, quella voglia di andare "oltre", piangere su pagine lette di nascosto e scoprire così un mondo voluto.
 Nascondersi ai margini e spiare la vita, chiudersi a riccio e aspettare il risveglio.
 Capire che c'è sempre il tempo del vivere e del crescere e dell'amare.
 E ci sono i sogni-verità, allora si possono lasciare i libri e entrare senza paura nella realtà.
 Grazie vita, tu mi hai dato tanto, tantissimo, tutti i  miei sogni in una realtà concreta e vissuta.
 Anche i dolori ne fanno parte, aiutano a restare a terra, mai volare troppo in alto, Icaro insegna l'umiltà.
 Anche il tempo non ha età, è di nuovo maggio, ancora alla finestra osservo il vivere del mondo, le sue guerre e le sue fasulle promesse, come un miraggio la pace ci fa sognare.
 Ma in fondo la pace non esiste, forse nella morte si concretizza, anche la parola stessa suona vuota.
 Mi allungo pigra su questi giorni senza scopo se non il vivere e mi sento una miracolata, sto bene, vorrei che durasse all'infinito con tutti i miei problemi ma va bene così.
 Ogni alba mi trova in pista, sempre cosciente della fortuna del nuovo giorno, anche stamattina ho incontrato un passerotto ai suoi primi voli di vita e se riesce a vivere lui….
 Grazie vita, Grazie

L'UOMO DEGLI AQUILONI

 

 

 

 

 

 

 

 

L'AMICO DEGLI AQUILONI

 

Si chiamava Tone, malato di "polvere" e con tanto tempo a disposizione.

Stava ore a guardarci giocare, magro e stanco, sempre con un fazzoletto  in una mano che  poi si portava alla bocca quando la tosse lo assaliva.

Una tosse brutta e cattiva che lo lasciava senza forze e con striature rosse sul suo candido telo.

Ma per noi Tone era un mago, con quelle sue mani scheletriche riusciva a costruire gli aquiloni più belli del mondo!

Noi lo adoravamo, non c'era giorno che non si andasse da lui per pregarlo di costruire il drago più brutto dell'universo.

Sempre sorridente ci insegnava la sua arte, bastoncini ricavati da rami e ora così sottili e leggeri da sembrare invisibili, carta crespa di tanti colori diversi, colla refe e ancora altra carta.

Sotto le sue mani prendevano forma i sogni, uccelli dai colori meravigliosi, anche le cornacchie diventavano regine coloratissime!

Ad ogni aquilone che nasceva era legata una storia.

Tone ci raccontava dell'aquila che non sapeva più volare, e intanto dalle sue mani usciva un'aquila con un'ala più corta, noi delusi pensavamo che non avrebbe mai volato, ma fiduciosi ascoltavamo il finale della storia guardando verso le cime quasi a cercare con gli occhi una vera aquila.

Ma naturalmente l'aquila volava, si andava tutti dietro la chiesa, la c'era sempre vento, ognuno con il proprio aquilone e legati a quei fili c'era anche il nostro cuore.

Un balletto fatto di grida e fischi, corse sfrenate  e risate pazze nascoste dall'erba, e lui, Tone, seduto su un sasso a darci consigli.

Poi solo il silenzio, quando tutti gli aquiloni erano su in alto, si sentiva solo il vento, anche i respiri erano trattenuti, ci si spostava piano, attenti a non ingarbugliarci con i fili, e era semplicemente magia!

Magia nel vedere un mondo sognato e incantato diventare una realtà.

Normalmente era la discesa che spezzava il sogno, l'atterraggio era sempre difficile e il più delle volte gli aquiloni si danneggiavano, ma Tone sorrideva, ci avrebbe pensato lui.

Ma una bellissima mattina d'inverno, un aquilone speciale si alzò in volo, volò così in alto che non tornò più, Tone, il "nostro" Tone se ne era  andato.

Ricordo che al suo funerale stringevo un aquilone rotto, volevo chiedergli di restare, avevamo ancora bisogno di lui, volevamo ancora sognare e volare.

Sempre quando vedo aquiloni penso a Tone, e dentro di me gli dico grazie.

Grazie per tutti i sogni che ho fatto volando su quelle ali di carta, grazie perchè mi ha insegnato che anche un'aquila con un'ala più corta può volare, grazie per quell'infanzia che ho dentro chiusa in me.

RICORDI..

 

 

 


Mi piaceva entrare in quella stanzetta unica nel grande ospedale/albergo.
Entrare li era ritrovarsi in un mondo conosciuto, erano i libri che ti davano il benvenuto.
Ricordo le mattine ancora buie, anche il lago non si vedeva, l'inverno era padrone e tu potevi solo immaginare quel sole che faceva brillare le sue acque.
La stanza sembrava piccola stipata di così tanti ricordi della vita della sua ospite, foto, vestiti di scena e libri, tanti, tantissimi libri.
Amavo quella stanza, cercavo sempre di fermarmi un pò di più con l'anziana signora, ascoltavo in silenzio i racconti della sua vita e intanto le pettinavo i radi capelli.
La signora rifiutava tutte le mattine di essere portata nella sala comune, mi diceva che aveva abbastanza del vivere dei suoi ricordi, aveva ragione!
La signora era di Milano, portata sul lago come se fosse stato un premio per le sue ormai stanche gambe, circondata dalle sue cose più importanti e messa in una stanza singola a far da confine alla sua vita.
Raccontava di una vita colma di gioie e dolore, mi parlava delle sue figlie e del genero importante, l'ascoltavo e aspettavo ogni settimana l'arrivo dei suoi cari sperando sempre di rivedere lui, il grande Dario Fò!
Venivano tutte le settimane, mai di sabato o domenica ma durante la settimana, io mi stupivo sempre di come era piccola lei, Franca Rame che in televisione sembrava "grande" era una donna piccola e appariscente, lui, Dario Fò era come lo era sempre istrionico e disponibile.
Anche l'altra sorella veniva spesso, costumista se ben ricordo, portava alla sua mamma dei vestiti di scena di spettacoli famosi, le pareti di quella stanza ne erano rivestite.
Già allora seguivo la coppia nelle loro rare esibizioni televisive, ma l'opera buffa la conoscevo bene!
Alla fine Franca mi "inquadrò" e se non mi vedeva chiedeva di me, forse sua mamma aveva parlato del mio chiedere in prestito libri e del mio interesse per loro.
Gente bella, dentro e fuori, le battute con le suore e anche i sorrisi per l'indifferenza di infermiere che nemmeno sapevano chi erano,  gente normale che chiedevano con un sorriso un minuto del tuo tempo per sapere se mamma   di notte piangeva.
Come avrei voluto avere più tempo per parlare con lei, Franca era ... è grande, un solo rimpianto, il libro che mi ha regalato e che qualcuno ha fatto sparire, non ero di turno e la decisione di portare mamma via è stata presa in fretta, quasi con rabbia, il perchè non lo so.... ecco, solo questo rimpianto.
Ciao Franca, ciao e grazie grande donna!!

Contatti

ALLEVAMENTO AMATORIALE

CON AFFISSO


GATTI CERTOSINO DE LA SCIAMANA

BRESCIA

DI SEGUITO GLI UNICI CONTATTI VALIDI

+39 377.6874616

TUTTE LE MIE GRIGIE e GLI STALLONI SONO STATI TESTATI TRAMITE PRELIEVO EMATICO PER IL RENE POLICISTICO (PKD GENETIC TEST) al laboratorio VETOGENE di MILANO, ECOGRAFICAMENTE PER HCM, ovviamente testati anche per FIV, FELV

Sono anche membro del Club del Certosino

GATTINI DISPONIBILI

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Foto

RAMESSE DEL BORGO MATTO

ELORA E BODI DHARMA DE LA SCIAMANA

ZOE DE LA SCIAMANA

tanus

TANUS DI SANTA FIORA

TRE CUCCIOLI NATI DA BODI DHARMA E DA TANUS DI SANTA FIORA

REBECCA DEL BORGO MATTO

BODI DHARMA

" Perle d'Ambra in uno scrigno di grigia bellezza "

 

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Ultimi saluti

Semplicemente grazie
Grazie Gabry, so che la nostra Tiffany sarà per sempre nel tuo cuore, l'amore va oltre tutto per fortuna, grazie infinite
Ti mando la mia carezza dal cuore...sei la nostra sorellona...sei presente, dolce, in cerca di contatti umani. Quanto hai insegnato... Ti vorrò sempre bene...saluta il mio Tango che è appena volato in cielo... Sii serena nella tua casa, il cuore di chi ti ama. Ciao gioione.
Ciao Cesy sono arrivata da te col cuore colmo di tristezza perché ferito da un’allevatrice che ci aveva promesso un cucciolo.... ce lo aveva fatto conoscere .... ci aveva fatto anche scegliere il nome .... per poi a pochi giorni dalla consegna decidere di non darcelo più senza alcuna giustificazione lasciandoci con la cuccia vuota..... ma tu hai ridato noi e a mio figlio il sorriso.... perché...
Ciao cesy....finalmente sono riuscita a mettere un' impronta pure io e.....sarò scontata ma conoscere la tua famiglia umana e certosina e' stata una gran cosa...mi hai dato Penelope e lei....e' fin dentro alle mie ossa...oltre che nel mio cuore ovviamente....ti ringrazierò all'infinito. Un bacio e a presto!

Da sapere!

Quando si decide di acquistare un gattino da compagnia di razza è bene non farsi prendere dall’entusiasmo e dalla frenesia di avere subito un cucciolo da portare a casa ed effettuare invece una ricerca facendo particolarmente attenzione ad alcuni aspetti molto importanti onde EVITARE DI ESSERE TRUFFATI oltre che ASSICURARSI DI ACQUISTARE UN GATTINO SANO. Accertarsi sulla salute del cucciolo che si desidera acquistare vi eviterà dispendiose cure veterinarie in seguito.

DA CHI ACQUISTARE IL CUCCIOLO
Se volete comprare un cucciolo di razza è consigliabile cercare un allevamento “serio”. Non sostenete i negozi che vendono animali, perché i cuccioli che vedete dai negozianti sono cuccioli quasi certamente provenienti dal traffico d'animali oppure da pseudoallevamenti che producono cuccioli “in batteria” solo per essere venduti nei negozi ad un prezzo basso e siate cauti nei confronti di annunci su siti commerciali, in entrambi i casi potreste finire con un gattino malato e/o svezzato troppo presto. In ogni caso, contattate più di un allevatore prima di comprare un cucciolo e cercate un allevatore disponibile a fornirvi tutta la documentazione, le informazioni e le garanzie necessarie, parlate con lui anche di eventuali problemi di salute legati alla razza che vi interessa. Assicuratevi che siano stati effettuati tutti i test, genetici e non, sui genitori che il cucciolo sia stato sverminato e che abbia completato il ciclo delle prime vaccinazioni, che sia cresciuto con amore, in un luogo pulito e igienico e non in una gabbia. Se possibile, prima di acquistare un gattino, visitate l'allevamento e se intuite che qualcosa ''non va'' in un allevatore, cercatene altri.


QUANTO COSTA UN CUCCIOLO DI RAZZA?

Non è facile rispondere a questa domanda: dipende dalla razza (se è più o meno diffusa), dalla genealogia (il cucciolo potrebbe essere figlio di campioni e frutto di un lavoro di selezione in alta genealogia) e dall'allevatore. In genere in allevamento il prezzo di un cucciolo “da compagnia” può oscillare tra 600 e i 1.000 €.e. Acquistando il cucciolo da un privato la cifra può scendere, ma spesso i privati non presentano la stessa serietà degli allevatori ed è più facile trovare cuccioli che non abbiano tutte “le carte in regola”. Un acquisto dettato esclusivamente da una cifra allettante potrebbe non rivelarsi la scelta migliore, se tutto quello che avete risparmiato all'atto dell'acquisto lo dovete poi spendete in visite, esami ed interventi veterinari. Inoltre il costo di un gatto di razza non può essere determinato dalla presenza o meno del pedigree: il pedigree non ha un costo così elevato da giustificare dei prezzi bassi quando il gatto viene ceduto senza. Il costo reale del pedigree è di circa 15 -20 €.

CON PEDIGREE o SENZA?
Chi desidera un cucciolo da compagnia e non è interessato alla riproduzione o alle esposizioni feline, spesso ritiene che il pedigree sia inutile e in effetti, se il gatto verrà sterilizzato e passerà il resto della sua vita in casa, il pedigree “nella pratica” non servirà a niente. Va però ricordato che IL PEDIGREE È L'UNICO DOCUMENTO CHE ATTESTA CHE IL VOSTRO CUCCIOLO È DI RAZZA. Il pedigree è il certificato di iscrizione del gatto al Libro delle Origini (LO) di una determinata associazione felina. Questo significa che sul pedigree viene riportato l'albero genealogico del vostro gatto fino a molte generazioni indietro e viene così tenuta traccia della sua linea di sangue, pertanto solo il pedigree potrà garantirvi che il gattino appartenga realmente alla razza scelta. Se non avete alcuna preparazione specifica sulle razze feline potrebbero rifilarvi un meticcio spacciandolo per un gatto di razza. Acquistare un gatto con pedigree significa essere tutelati da eventuali truffe. E’ bene ricordare che per “gatto di razza” si intende un gatto in possesso di pedigree, pertanto chi promuove la vendita di cuccioli di razza senza pedigree infrange la legge italiana – Decreto Legge: DLG 529/1992 ART. 51 -

TEST DA RICHIEDERE
Per assicurarsi che il cucciolo che state acquistando sia sano, ci sono alcuni test che potete e dovete richiedere. Si tratta di test che vengono effettuati sui riproduttori, quindi validi per tutte le cucciolate: non vi è quindi la necessità di testare ciascun cucciolo se i genitori risultano negativi a tutti i test. Il test principale da richiedere è il FIV/FeLV. La FIV è in sostanza l'HIV dei gatti, mentre la FeLV è la leucemia felina. Sono patologie sostenute da virus trasmissibili da gatto a gatto, patologie incurabili e con prognosi infausta. Esistono poi delle patologie genetiche, come ad esempio la PKD nei Persiani e la HCM nei Maine Coon che colpiscono rispettivamente i reni e il cuore.

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