• ...benvenuti a voi che passate per questa mia casa, entrate in silenzio e con calma, sedetevi e ascoltate ogni respiro perso in ogni stanza,troverete solo serenità e bellezza fatta di cose vere e semplici.Una casa abitata da felini dagli occhi d'oro e dal manto argento-blu, il colore della luna piena d'agosto. Accarezzare un gatto, affondare il viso e aspirare il loro essere ci fa sentire la libertà cos'è.Il certosino è la sentinella dei nostri sogni, nessun incubo potrà introfularsi nel nostro sonno, e il risveglio sarà dolce come i suoi occhi che ci guardano con amore...
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GRAZIE VITA

 

  

 

A volte è veramente difficile capire cosa si vuole, cosa fare della propria vita.
 Da bambina non avevo grandi sogni, l'importante era vivere.
 Sembrerà assurdo ma non c'era la certezza del domani come non c'era mai un letto caldo d'inverno.
 Si viveva così, già ero leggenda con la mia nascita a 7 mesi, io che camminavo a 9 mesi, uno sgrufolo piccino piccino che faceva pena alle donne della fontana.
 Ancora adesso in paese trovo l'anziana che si ricorda con quanta forza mi fossi attaccata alla vita.
 Vita fatta di giorni ricamati a catinelle verso anni più belli, ma tutti bagnati dal sudore del lavoro non sapendo che era lavoro.
 Anche l'imparare a falciare un prato a 11 anni non sembrava peccato, altro che lavoro minorile!
 Portare a casa il latte appena munto per la colazione del mattino era cosa da fare, non si giocava a bambole ma c'erano i fratellini fasciati a mummia da spupazzare.
 Forse non si sapeva sognare, troppa era la realtà.
 Bastava per riempire un'infazia e l'adolescenza, non c'era tempo per i principi azzurri ne per i ranocchi, bastavano i folletti e le fate del bosco.
 Bastava la luna e il suo chiarore a fare piangere di gioia senza sapere il perchè.
 E quel tremito dentro, quella voglia di andare "oltre", piangere su pagine lette di nascosto e scoprire così un mondo voluto.
 Nascondersi ai margini e spiare la vita, chiudersi a riccio e aspettare il risveglio.
 Capire che c'è sempre il tempo del vivere e del crescere e dell'amare.
 E ci sono i sogni-verità, allora si possono lasciare i libri e entrare senza paura nella realtà.
 Grazie vita, tu mi hai dato tanto, tantissimo, tutti i  miei sogni in una realtà concreta e vissuta.
 Anche i dolori ne fanno parte, aiutano a restare a terra, mai volare troppo in alto, Icaro insegna l'umiltà.
 Anche il tempo non ha età, è di nuovo maggio, ancora alla finestra osservo il vivere del mondo, le sue guerre e le sue fasulle promesse, come un miraggio la pace ci fa sognare.
 Ma in fondo la pace non esiste, forse nella morte si concretizza, anche la parola stessa suona vuota.
 Mi allungo pigra su questi giorni senza scopo se non il vivere e mi sento una miracolata, sto bene, vorrei che durasse all'infinito con tutti i miei problemi ma va bene così.
 Ogni alba mi trova in pista, sempre cosciente della fortuna del nuovo giorno, anche stamattina ho incontrato un passerotto ai suoi primi voli di vita e se riesce a vivere lui….
 Grazie vita, Grazie

L'UOMO DEGLI AQUILONI

 

 

 

 

 

 

 

 

L'AMICO DEGLI AQUILONI

 

Si chiamava Tone, malato di "polvere" e con tanto tempo a disposizione.

Stava ore a guardarci giocare, magro e stanco, sempre con un fazzoletto  in una mano che  poi si portava alla bocca quando la tosse lo assaliva.

Una tosse brutta e cattiva che lo lasciava senza forze e con striature rosse sul suo candido telo.

Ma per noi Tone era un mago, con quelle sue mani scheletriche riusciva a costruire gli aquiloni più belli del mondo!

Noi lo adoravamo, non c'era giorno che non si andasse da lui per pregarlo di costruire il drago più brutto dell'universo.

Sempre sorridente ci insegnava la sua arte, bastoncini ricavati da rami e ora così sottili e leggeri da sembrare invisibili, carta crespa di tanti colori diversi, colla refe e ancora altra carta.

Sotto le sue mani prendevano forma i sogni, uccelli dai colori meravigliosi, anche le cornacchie diventavano regine coloratissime!

Ad ogni aquilone che nasceva era legata una storia.

Tone ci raccontava dell'aquila che non sapeva più volare, e intanto dalle sue mani usciva un'aquila con un'ala più corta, noi delusi pensavamo che non avrebbe mai volato, ma fiduciosi ascoltavamo il finale della storia guardando verso le cime quasi a cercare con gli occhi una vera aquila.

Ma naturalmente l'aquila volava, si andava tutti dietro la chiesa, la c'era sempre vento, ognuno con il proprio aquilone e legati a quei fili c'era anche il nostro cuore.

Un balletto fatto di grida e fischi, corse sfrenate  e risate pazze nascoste dall'erba, e lui, Tone, seduto su un sasso a darci consigli.

Poi solo il silenzio, quando tutti gli aquiloni erano su in alto, si sentiva solo il vento, anche i respiri erano trattenuti, ci si spostava piano, attenti a non ingarbugliarci con i fili, e era semplicemente magia!

Magia nel vedere un mondo sognato e incantato diventare una realtà.

Normalmente era la discesa che spezzava il sogno, l'atterraggio era sempre difficile e il più delle volte gli aquiloni si danneggiavano, ma Tone sorrideva, ci avrebbe pensato lui.

Ma una bellissima mattina d'inverno, un aquilone speciale si alzò in volo, volò così in alto che non tornò più, Tone, il "nostro" Tone se ne era  andato.

Ricordo che al suo funerale stringevo un aquilone rotto, volevo chiedergli di restare, avevamo ancora bisogno di lui, volevamo ancora sognare e volare.

Sempre quando vedo aquiloni penso a Tone, e dentro di me gli dico grazie.

Grazie per tutti i sogni che ho fatto volando su quelle ali di carta, grazie perchè mi ha insegnato che anche un'aquila con un'ala più corta può volare, grazie per quell'infanzia che ho dentro chiusa in me.

RICORDI..

 

 

 


Mi piaceva entrare in quella stanzetta unica nel grande ospedale/albergo.
Entrare li era ritrovarsi in un mondo conosciuto, erano i libri che ti davano il benvenuto.
Ricordo le mattine ancora buie, anche il lago non si vedeva, l'inverno era padrone e tu potevi solo immaginare quel sole che faceva brillare le sue acque.
La stanza sembrava piccola stipata di così tanti ricordi della vita della sua ospite, foto, vestiti di scena e libri, tanti, tantissimi libri.
Amavo quella stanza, cercavo sempre di fermarmi un pò di più con l'anziana signora, ascoltavo in silenzio i racconti della sua vita e intanto le pettinavo i radi capelli.
La signora rifiutava tutte le mattine di essere portata nella sala comune, mi diceva che aveva abbastanza del vivere dei suoi ricordi, aveva ragione!
La signora era di Milano, portata sul lago come se fosse stato un premio per le sue ormai stanche gambe, circondata dalle sue cose più importanti e messa in una stanza singola a far da confine alla sua vita.
Raccontava di una vita colma di gioie e dolore, mi parlava delle sue figlie e del genero importante, l'ascoltavo e aspettavo ogni settimana l'arrivo dei suoi cari sperando sempre di rivedere lui, il grande Dario Fò!
Venivano tutte le settimane, mai di sabato o domenica ma durante la settimana, io mi stupivo sempre di come era piccola lei, Franca Rame che in televisione sembrava "grande" era una donna piccola e appariscente, lui, Dario Fò era come lo era sempre istrionico e disponibile.
Anche l'altra sorella veniva spesso, costumista se ben ricordo, portava alla sua mamma dei vestiti di scena di spettacoli famosi, le pareti di quella stanza ne erano rivestite.
Già allora seguivo la coppia nelle loro rare esibizioni televisive, ma l'opera buffa la conoscevo bene!
Alla fine Franca mi "inquadrò" e se non mi vedeva chiedeva di me, forse sua mamma aveva parlato del mio chiedere in prestito libri e del mio interesse per loro.
Gente bella, dentro e fuori, le battute con le suore e anche i sorrisi per l'indifferenza di infermiere che nemmeno sapevano chi erano,  gente normale che chiedevano con un sorriso un minuto del tuo tempo per sapere se mamma   di notte piangeva.
Come avrei voluto avere più tempo per parlare con lei, Franca era ... è grande, un solo rimpianto, il libro che mi ha regalato e che qualcuno ha fatto sparire, non ero di turno e la decisione di portare mamma via è stata presa in fretta, quasi con rabbia, il perchè non lo so.... ecco, solo questo rimpianto.
Ciao Franca, ciao e grazie grande donna!!

ANCORA VIVO...

 

 

Questa sera è bellissima, adoro Maggio, è un mese perfetto!
Tutto rinasce, è una corsa verso il vivere e niente fa pensare che tutto può finire.
Riesco a stupire ancora me stessa, riesco ancora a trovare dentro aspettative nuove, ancora a provare quei brividi che ti fanno capire che sei sempre la sciocca ragazza che ballava nei prati e interrogava la luna sul suo futuro.
Se guardo bene so che sono la mamma di quella ragazzina, ma la vita non mi ha domata, ancora ballo tra i miei sogni, ancora vivo, ancora piango per un ideale e ancora ci credo!
Ancora, come un burattinaio esperto, muovo i fili dei miei giorni chiedendomi sempre il perchè di ogni cosa.
Ancora chiedo a me stessa il doppio di quello che chiedo agli altri, non accetto scuse per me stessa, fa niente se tante volte mi chiedo se ne valga la pena, io so che sono così e così sarà sempre.
Ma stasera c'è una pace che mi fa stare bene, la luna mi spia, chissà se sa chi sono, tante mie domande sono diventate realtà.
Ho vissuto quello che volevo, i fili a volte si sono ingarbugliati ma sempre ho trovato un motivo per non mollare, sempre c'è stata una sera dolce dopo uragani devastanti.
Il buio è fatto di mille suoni, sento il canto degli uccellini che si danno la buona notte, vedo i primi voli dei pipistrelli, le ombre si fanno più dense le voci più tenui.
Il silenzio è intervallato dai latrati dei cani, ascolto, una porta che sbatte, delle voci che accompagnano dei passi, una risata che si perde lungo la via.
Stasera potrei anche morire, mi sento bene, ho buttato i problemi al domani, ora sono solo io, semplicemente io.
Mi guardo mentre batto piano sui tasti, non ho pensieri, non ne voglio avere, semplicemente mi lascio respirare e questo mi basta.
Vivere non è cosa facile, accettare l'ignoto e il disagio del domani ti ferma sulla soglia del capire.
Tanto il domani non verrà, sarà per sempre oggi, sarà sempre adesso!
Questa sera è bellissima, la luna è quasi piena e splende in un azzurro che sa di mare,
il profumo dei fiori del mio gelsomino mi arriva a ondate, sento la vita correre come linfa ovunque, come acqua si spande e riempie.
Come acqua mi lascio andare, per stasera accetto di non chiedermi il perchè mi sento così, per una volta tanto mi sta bene così ...

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TANUS DI SANTA FIORA

TRE CUCCIOLI NATI DA BODI DHARMA E DA TANUS DI SANTA FIORA

REBECCA DEL BORGO MATTO

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" Perle d'Ambra in uno scrigno di grigia bellezza "

 

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Di questi tempi...

Di questi tempi ho cercato di mettere in sicurezza più che potevo la mia casa, ovviamente sempre un'igiene costante e in più ho aggiunto un depuratore d'aria e un generatore di ozono. Il depuratore d'aria rimuove le particelle ultrasottili fino a 0.02 ( 125 volte più piccole di PM 2.5 ) il 99.9 x cento dei comuni allergeni e il 99.9 x cento dei batteri, fino a qui va benissimo avendo in casa un asmatico. Il generatore di ozono lo utilizzo stanza per stanza, sterilizza da batteri, spore, virus, muffe e odori. Va benissimo anche per gli animali perchè fa morire parassiti, acari, pulci, tarme e protozoi. Tutte le mie Grigie vivono con me nel mio appartamento, niente giardino, nessuna gabbia, per cui è facilissimo sterilizzare gli ambienti. Ho predisposto calzari e disinfettante per chi verrà a conoscere i miei Sciamanini... si, ce la possiamo fare, l'importante è si crederci ma attuare strategie che possono aiutare credo che sia meglio....

In ricordo della mia sempre Tiffany


♥️♥️♥️♥️♥️

❤

Non ditemi che è solo un gatto...
Tu Tiffany mia sei molto di più, sei mia figlia, sei la sorellina di Mara, fai parte di noi e basta.
Non ditemi che è solo un gatto perchè se tutto il dolore che ho dentro ora diventasse freccia sareste morti all'istante!
Tu Tiffany mi sei dentro da sempre, da quando sei nata in un giorno importante, un 8 marzo del 2002.
Sono state le mie mani che ti hanno accolto in questo mondo, è stato il mio odore che hai sentito prima di quello della tua mamma, io ero sempre accanto a te e ci sarò per sempre!
Ti ha scelto Mara, chissà come mai ha scelto te nel mucchio dei sei piccoli urlanti grigini, ma sei stata tu da subito.
Eri l'unica con il fiocchetto ingombrante, eri quella amata e coccolata di più...
Sei stata per Mara la sua prima amica, per lei sei diventata bambola e nonna di capuccetto rosso, sei diventata principessa e strega.
Tu, straordinaria in tutto, umana fino a dormire allungata come me e Dario tra i nostri due cuscini e anche brontola se mi alzavo la notte e ti svegliavo.
Tu che a tutti hai regalato una testatina come a dare loro il permesso di accarezzarti.
Tu che eri il biglietto da visita di casa nostra, invadente fino a salire sul tavolo se avevamo ospiti ben sapendo che non ti avrei mai sgridato perchè non volevo offenderti davanti a persone non di famiglia.
Tu che tutti ti portano dentro, tutti sanno chi sei e come sei, sei la gatta più dolce, più vera e più nostra del mondo e basta.
Chi ha un mio Grigione ha anche te nei suoi ricordi, per te c'è sempre un pensiero, un sorriso, un filo che diventa amicizia correlato delle tue immagini, dalle tue fusa esagerate e dalla tua insistenza che a volte diventava invadenza.
Non ditemi che è solo un gatto, lei è Tiffany, mia figlia.
Abbiamo vissuto quasi 16 anni assieme e come figlia ti ho sempre messo al primo posto assieme a Mara, io sono sempre venuta dopo, io sono solo la vostra mamma, voi siete le mie principesse.
Anche nelle tue pochissime gravidanze come una figlia mi hai dato l'onore di esserci sempre, sorrido se ci penso, Tiffany, tu iniziavi a urlare ancora prima che iniziasse il travaglio.
Come una regina mi scodellavi i piccoli guardandomi con occhi pieni di dolore facendomi sentire in colpa, poi me li davi e basta, l'unico tuo compito era allattarli ma la mia presenza ti era necessaria.
Anche le notti le passavi nel lettone con i tuoi bambini, non c'era verso che tu stessi nella cesta, tu dovevi dormire con noi, tra di noi e ci portavi un piccolo per volta visto che noi lo rimettevamo nella cesta vicino al letto, tu allora ne prendevi un'altro e andavamo avanti fino a che sfiniti io e Dario ti accettavamo in toto, bimbi compresi.
Ricordo quelle notti passate sul bordo del letto, il dormire con un occhio aperto per la paura di schiacciare un bimbino, certo, l'unica a dormire alla grossa eri tu fiduciosa in noi... Dio che nostalgia di quelle notti....
Anche ora che non riesco nemmeno a vedere quello che scrivo da queste stupide lacrime ho già nostalgia di te, ora che riposi avvolta nella copertina rosa che ti piaceva tanto chiamo già Tiffany tutte le altre Grigie, che farò senza di te?
Sei stata bravissima come al solito, ci hai permesso di salutarti uno a uno, Mara è tornata a casa per te, ti ha chiamato con il vostro linguaggio e tu le sei andata incontro, stanca ma felice, ti sei lasciata pettinare e coccolare, vi siete salutate , vi siete date un arrivederci, lo so con certezza.
Anche Fabio ti ha salutato, con discrezione e da solo ma quando è uscito i suoi occhi erano gonfi di lacrime.
Il papà che non riesce a metabolizzare il dolore e che lascia questo compito a me,ti ha accarezzata e sicuramente ringraziato per tutto quello che ci hai dato.
Io che in questi 4 giorni li ho vissuti con te, attorno a te.
Alla fine eri anche stufa di avermi tra i piedi, si sa, ognuno muore da solo ma io questo non te l'ho permesso, te ne sei andata con me, io c'ero e ti ho accarezzato, ti accarezzerò per sempre!
Tu non devi andare in nessun posto, sei già a casa e lo sarai per sempre!
Tu sei nei nostri cuori, hai solo cambiato forma, ora sei l'energia dei ricordi belli, sarai per sempre un sorriso e sarai per sempre la nostra Tiffany.
Non ditemi che era solo un gatto, lei è mia figlia e basta!

Da sapere!

Quando si decide di acquistare un gattino da compagnia di razza è bene non farsi prendere dall’entusiasmo e dalla frenesia di avere subito un cucciolo da portare a casa ed effettuare invece una ricerca facendo particolarmente attenzione ad alcuni aspetti molto importanti onde EVITARE DI ESSERE TRUFFATI oltre che ASSICURARSI DI ACQUISTARE UN GATTINO SANO. Accertarsi sulla salute del cucciolo che si desidera acquistare vi eviterà dispendiose cure veterinarie in seguito.

DA CHI ACQUISTARE IL CUCCIOLO
Se volete comprare un cucciolo di razza è consigliabile cercare un allevamento “serio”. Non sostenete i negozi che vendono animali, perché i cuccioli che vedete dai negozianti sono cuccioli quasi certamente provenienti dal traffico d'animali oppure da pseudoallevamenti che producono cuccioli “in batteria” solo per essere venduti nei negozi ad un prezzo basso e siate cauti nei confronti di annunci su siti commerciali, in entrambi i casi potreste finire con un gattino malato e/o svezzato troppo presto. In ogni caso, contattate più di un allevatore prima di comprare un cucciolo e cercate un allevatore disponibile a fornirvi tutta la documentazione, le informazioni e le garanzie necessarie, parlate con lui anche di eventuali problemi di salute legati alla razza che vi interessa. Assicuratevi che siano stati effettuati tutti i test, genetici e non, sui genitori che il cucciolo sia stato sverminato e che abbia completato il ciclo delle prime vaccinazioni, che sia cresciuto con amore, in un luogo pulito e igienico e non in una gabbia. Se possibile, prima di acquistare un gattino, visitate l'allevamento e se intuite che qualcosa ''non va'' in un allevatore, cercatene altri.


QUANTO COSTA UN CUCCIOLO DI RAZZA?

Non è facile rispondere a questa domanda: dipende dalla razza (se è più o meno diffusa), dalla genealogia (il cucciolo potrebbe essere figlio di campioni e frutto di un lavoro di selezione in alta genealogia) e dall'allevatore. In genere in allevamento il prezzo di un cucciolo “da compagnia” può oscillare tra 600 e i 1.000 €.e. Acquistando il cucciolo da un privato la cifra può scendere, ma spesso i privati non presentano la stessa serietà degli allevatori ed è più facile trovare cuccioli che non abbiano tutte “le carte in regola”. Un acquisto dettato esclusivamente da una cifra allettante potrebbe non rivelarsi la scelta migliore, se tutto quello che avete risparmiato all'atto dell'acquisto lo dovete poi spendete in visite, esami ed interventi veterinari. Inoltre il costo di un gatto di razza non può essere determinato dalla presenza o meno del pedigree: il pedigree non ha un costo così elevato da giustificare dei prezzi bassi quando il gatto viene ceduto senza. Il costo reale del pedigree è di circa 15 -20 €.

CON PEDIGREE o SENZA?
Chi desidera un cucciolo da compagnia e non è interessato alla riproduzione o alle esposizioni feline, spesso ritiene che il pedigree sia inutile e in effetti, se il gatto verrà sterilizzato e passerà il resto della sua vita in casa, il pedigree “nella pratica” non servirà a niente. Va però ricordato che IL PEDIGREE È L'UNICO DOCUMENTO CHE ATTESTA CHE IL VOSTRO CUCCIOLO È DI RAZZA. Il pedigree è il certificato di iscrizione del gatto al Libro delle Origini (LO) di una determinata associazione felina. Questo significa che sul pedigree viene riportato l'albero genealogico del vostro gatto fino a molte generazioni indietro e viene così tenuta traccia della sua linea di sangue, pertanto solo il pedigree potrà garantirvi che il gattino appartenga realmente alla razza scelta. Se non avete alcuna preparazione specifica sulle razze feline potrebbero rifilarvi un meticcio spacciandolo per un gatto di razza. Acquistare un gatto con pedigree significa essere tutelati da eventuali truffe. E’ bene ricordare che per “gatto di razza” si intende un gatto in possesso di pedigree, pertanto chi promuove la vendita di cuccioli di razza senza pedigree infrange la legge italiana – Decreto Legge: DLG 529/1992 ART. 51 -

TEST DA RICHIEDERE
Per assicurarsi che il cucciolo che state acquistando sia sano, ci sono alcuni test che potete e dovete richiedere. Si tratta di test che vengono effettuati sui riproduttori, quindi validi per tutte le cucciolate: non vi è quindi la necessità di testare ciascun cucciolo se i genitori risultano negativi a tutti i test. Il test principale da richiedere è il FIV/FeLV. La FIV è in sostanza l'HIV dei gatti, mentre la FeLV è la leucemia felina. Sono patologie sostenute da virus trasmissibili da gatto a gatto, patologie incurabili e con prognosi infausta. Esistono poi delle patologie genetiche, come ad esempio la PKD nei Persiani e la HCM nei Maine Coon che colpiscono rispettivamente i reni e il cuore.