• ...benvenuti a voi che passate per questa mia casa, entrate in silenzio e con calma, sedetevi e ascoltate ogni respiro perso in ogni stanza,troverete solo serenità e bellezza fatta di cose vere e semplici.Una casa abitata da felini dagli occhi d'oro e dal manto argento-blu, il colore della luna piena d'agosto. Accarezzare un gatto, affondare il viso e aspirare il loro essere ci fa sentire la libertà cos'è.Il certosino è la sentinella dei nostri sogni, nessun incubo potrà introfularsi nel nostro sonno, e il risveglio sarà dolce come i suoi occhi che ci guardano con amore...
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AGNESE

TOKYO DE LA SCIAMANA 

La gioia era tanta e la buttava tutta in una corsa sfrenata verso la casa che vedeva in lontananza.
Anche la salita era comparsa della sua risata e per un attimo non vide che se stesso come pura luce.
Finalmente era a casa, finalmente .. finalmente....
Finalmente avrebbe riabbracciato sua madre e anche Agnese e pure il suo cane.
Erano stati mesi e mesi bui, pieni di una tristezza che mai aveva conosciuto, anche con il pianto aveva fatto amicizia.
Luigi non si era mai allontanato molto dal paese, non aveva grandi aspettative, a lui bastava poco per vivere.
Ma quasi tutti se ne andavano, si parlava di lavoro facile, di mani bianche e non nere che nemmeno con il cloro si sbiancavano.
E nessun callo che tirava i fili del collat di Agnese ... sorrise al paragone e risentì il fremito della coscia di Agnese ancora tra le mani.
Agnese, quanto l'aveva supplicato, quanti pianti e discorsi strambi che le aveva propinato per farlo desistere dall'andare, anche ricatti aumentando ancor di più la sua voglia di provare che era lui l'uomo, che lei doveva solo stare zitta e aspettare.
Il buio scendeva in fretta come la sua voglia di arrivare.
Arrivò alla curva e si fermò di botto, la cascina era grande e divisa a metà da colori diversi, già, anche sul colore del muro ci si litigava le due famiglie.
La loro metà era gialla con le finestre illuminate come un benvenuto, l'altra metà, rossa, ma nessuna finestra era illuminata, solo un gran buio che faceva nascere mille domande.
Scheggia gli si buttò tra le gambe e quasi cadde, per un attimo la gioia di ritrovare il suo amico lo travolse, si buttò carponi e si lasciò baciare dal cane, lingua umida e rasposa che lo riportò al bambino che era stato.
Tutto quel baccano attirò sua madre sull'uscio che se ne stette lì, sorridendo e aspettando come faceva sempre.
Povera donna, suo padre era morto giovane e tutto era ricaduto su di lei, mandare avanti la cascina e tutto il resto non era stato facile e poi con un figlio....
Non si era più sposata, gli bastava Luigi, lei lo vedeva come se fosse un principe e ogni cosa che faceva o diceva era oro colato, anche l'andarsene via nonostante tutto il dolore che era nato lo aveva accettato come se fosse normale.
Certo ora, ritta contro la porta avrebbe voluto che il tempo si fermasse, come dirgli di Agnese?
Sicuramente Luigi non avrebbe capito il suo silenzio, il suo non scrivergli nulla di quello che era accaduto, si strinse più forti le mani nel grembiule e iniziò a pregare .
Alla fine Luigi entrò in casa e prese le cose alla lunga, anche la madre finse una serenità che non aveva e aspettò.
Domenica guardò suo figlio e come se avesse un rosario in mano iniziò a sgranare tutte le risposte alle sue domande.
Agnese non aveva voluto aspettare, era scappata via quando era morto suo padre, aveva colto l'occasione per trovarsi anche lei una vita nuova, non avrebbe passato una vita uguale a quella delle donne sempre ferme su se stesse.
Luigi si morse il labbro e ricordò le minacce e le suppliche di Agnese, chinò il capo sconfitto, l'aveva persa, anche il cercarla non avrebbe avuto senso, tutta la magia era ormai svanita.
Non era rimasto più nulla del delicato intreccio di sogni fatti sotto al chiarore della luna con carezze ruvide che strappavano i fili dei collant, ora ne era certo, più nulla sarebbe tornato indietro, più nulla....

ALIENI...

ULISSE  DE  LA  SCIAMANA

La ragazza guardava fuori dal finestrino e si accorse che il paesaggio era cambiato.
La corriera stava arraccando su una strada in salita e guardando dal finestrino vide il lago giù in basso, di colpo capì che era sbagliato.
Lei doveva andare dove iniziava il lago, non su, in montagna.
Si alzò e con una certa apprensione lo fece presente all’autista del pulman.
L’uomo fu gentile e dopo una breve spiegazione fermò la corriera all’inizio di un viottolo che l’avrebbe portata alla frazione dove iniziava il lago.
Tina si avviò imprecando per il disguido e già pensando allo sguardo di disapprovazione della suocera.
Già, sua suocera, sentiva i suoi occhi che come spilli la trapassavano, sentiva il suo rifiuto per tutto ciò che la circondava e la frase “ non starei nemmeno dipinta qui” non lasciava nulla all’immaginazione.
L’aveva vista una volta sola, al suo matrimonio ma era bastato.
Matrimonio fatto in fretta e in furia, matrimonio riparatore si diceva allora.
Già, Tina era in dolce attesa anche se di dolce non c’era proprio nulla.
Ci aveva provato a darsi pugni sulla pancia, aveva saltato e risaltato ma l’alieno dentro di lei non era scappato.
A dire il vero, sembrava che facesse di tutto per non disturbare, niente nausee o voglie o stanchezza, anche la pancia non era aumentata, era come se si facesse piccolo piccolo e non volesse disturbare, chiedeva solo di nascere.
Tina incolpava l’alieno di tutto ciò e non le dava nessun permesso di essere felice dentro di lei, se lei doveva soffrire che lo facesse pure lui e basta.
Andare dalla suocera non era una bella idea e lo sapeva ma suo marito aveva tanto insistito, lui era all’estero a lavorare e lei doveva farsi conoscere dai suoi parenti, magari ne sarebbe scaturito un qualcosa di buono.
Tina rimuginava su queste cose e ancora una volta si dette un colpo sulla pancia quasi a chiamare in causa l’alieno, “ecco cosa mi fai fare, ecco cosa devo subire per causa tua”.
L’alieno non le rispose, cercava di stare fermo il più possibile e già grosse lacrime si mescolavano al liquido amniotico, già sapeva ancora prima di nascere che nulla sarebbe stato facile e quasi quasi si pentì della sua voglia di nascere.
Sarebbe stato facile morire, mollare tutto e tornare a essere solo energia e poi perché aveva scelto quella donna?
Cosa c’entrava lei con questa donna?
Si rannicchiò cercando di non sentire il tum tum del cuore della donna e si immerse in pensieri colorati e si avvolse dell’amore che aveva per se stessa e restò lì a cullarsi da sola……

25/07/1946

 

Ci si usciva di senno con quel caldo, il corpo zuppo, i rivoli di sudore che scendevano lungo il corpo, Zita implorava al vento di arrivare.

Zita, piccola anima in balia dei sogni o se vogliamo della vita.

Zita  che nessuno vedeva o che voleva vedere.

Zita la ragazza che parlava al nulla, agli spiriti.

Tutti pensavano che le mancava qualche venerdì, Zita era la favola del paese ma era anche la ragazza che tutti volevano assaggiare.

Zita sapeva di more e mirtilli, adorava andare nel bosco e truccarsi con quelle bacche così prepotenti, il suo sorriso era esagerato, la sua bocca era un invito continuo ad assaporare il miele che solo lei trovava nei piccoli favi nei prati.

Tutti la disprezzavano ma tutti la cercavano tra gli anfratti di un portone o ai piedi del larice rosso.

Anche il quel 25 luglio Zita si avviò lungo il sentiero che portava alla sua baita, c’erano le capre da mungere e da governare.

Il caldo saliva dall’erba e i grilli facevano un baccano folle, Zita si asciugò in malo modo il sudore che le colava sugli occhi, neppure il fazzolettone messo a banderuola fermava quel rivolo molesto che attirava i moschini.

Con rabbia si sventolò il davanti del viso e una coccinella le si intrappolò fra le dita.

Perse il ritmo del passo, si fermò, Zita amava gli animali, tutti, indistintamente, se trovava un ragno o una mosca in casa sua si sentiva in diritto di ammazzarli ma se erano fuori dalle sue mura sentiva che non ne aveva il diritto.

Fuori dalla sua casa era anche lei come loro una profuga e per questo come loro uguale.

Con delicatezza posò la coccinella su un ranuncolo e salutandola si avviò cercando di recuperare il ritmo del passo.

Arrivò alla baita, le capre le corsero incontro,  Zita le chiamo per nome, una a una e come amiche di lunga data quelle le risposero.

Forse fu per il gran caldo o per la fretta che non colse il movimento lungo il muro che sconfinava nel bosco, forse pensava che gli spiriti la proteggevano sempre, chissà

Ma anche gli spiriti a volte si dimenticano delle anime più pure, forse pensano che sia proprio la purezza a salvarle e sbagliano alla grande….

Alla sera Zita non era ancora tornata a casa e sua madre iniziò a preoccuparsi, certo, sua figlia era strana, strana forte ma mai si era dimenticata del suo terrore nel non vederla arrivare, era bastata una volta, una volta sola.

L’unica volta che lei povera mamma aveva dovuto alzare le mani su Zita, da allora c’era una tacita promessa tra di loro.

Con il primo buio Zita doveva essere a casa, non importa se pioveva o se c’era il sole, se fosse inverno o primavera, al calar del buio Zita DOVEVA ESSERE A CASA.

Per cui il terrore si insinuò nel cuore di quella madre e nonostante le sue gambe malandate andò su verso il bosco sperando di incontrare quella figlia così strana.

Magari si era persa a parlare con gli alberi, pensava la madre, magari aveva trovato un cerchio di fate fatto con i funghi rossi e lei con la sua tenera mente non ne poteva uscire, magari.. e ancora magari e tanti se….

Arrivò ansimante alla baita e la paura prese posto al rado respiro che le usciva dalla bocca.

Le capre belando disperate, con le mammelle gonfie del latte non munto le corsero incontro, egoisticamente pensando solo a loro stesse, di Zita nessuna traccia.

Scansando il gregge la madre si fece coraggio e spinse la porta del fienile, l’oscurità era densa e mille ombre le vennero incontro.

Avanzò piano, sussurrando il nome della figlia, quasi con dolcezza… Zita…. Zita….. dove sei?.... Zita.-….

All’improvviso la vide, buttata come una cosa vecchia, una cosa che non serve più…

Distesa nel fieno in una posa sconcia, tutta aperta… gambe aperte, braccia spalancate e si, anche la bocca era aperta in un ultimo urlo di protesta.

Era chiaro che Zita non voleva, era chiaro che Zita si era difesa, le sue magre gambe erano segnate di percosse e anche le braccia erano macchiate di blu.

Un rivolo di sangue era sceso lungo il collo, sangue ora rappreso in una macchia scura che si perdeva nel fieno profumato.

La madre sapeva che Zita era morta, lo sapeva e basta, si raccolse il ventre in un abbraccio e iniziò una nenia fatta solo di suoni muti.

Le ritrovarono la sera dopo, Zita sempre più sprofondata ne fieno che ormai non odorava più e la madre impazzita dal troppo dolore.

Nessuno  cercò l’assassino, poteva essere stato chiunque nel paese, Zita venne sepolta in fretta e la misera croce porta solo la data della sua morte e basta

25/7/1946 

 

 

 

 

 

 

SENTI CHE ARIETTA

 

CLAUDIA  E  SISSI


Ci sono amicizie che nascono così, senza un perchè e neppure senza conoscersi in questo periodo dove il virtuale diventa così reale da viverlo.
Giovedì mattina ho finalmente abbracciato una persona che non conoscevo ma che da ben 10 anni era nel mio cuore.
Ben 10 anni, tanti se si conta giorno dopo giorno, ci siamo conosciute sulla piasttaforma di Splinder, un mondo magico, tante persone nascoste dietro un avatar e dove buttavamo in rete racconti, dolori e gioia.
Tante persone dove lo scrivere era il diario segreto, un liberarsi, un condivivere un qualcosa che si aveva dentro.
Devo dire che era bellissimo, si conoscevano persone straordinarie attraverso racconti stupendi, poi c'erano i messaggi privati dal quale ci si conosceva meglio ma sempre con quel pudore e rispetto che si ha con i veri amici.
Mi viene in mente Stazione Termini, ogni mattina correvo a leggere il suo racconto, sempre diverso e sempre bello, ti ci trovavi nei suoi caffè bevuti in una stazione caotica, ogni dettaglio era perfetto.
Oppure Col favore delle nebbie, Zita, era Zita che scriveva paesaggi reali e incantati, lei Prof di Italiano sapeva dare tantissimo in emozioni, quanto ho amato il suo blog!
The Camp, il nonno come lo chiamo io, e che ho anche su Facebook, una persona stupenda e allegra, sempre pronto alla battuta e all'ironia, un amico che tutti dovremmo avere.
Esserino e Balena, un blog che raccontava di gatti e del tirare la cinghia ma sempre con una dignità che faceva commuovere.
Insomma, un mondo virtuale che nel mio cuore è reale.
E poi c'era un blog, Senti che Arietta, bello, una pagina che parlava di una Sicilia invasa di sole e di passato, la Valle dei Templi come se fosse cosa naturale viverci dentro e basta.
Così ho conosciuto Arianna, leggevo i suoi scritti colmi di calore del suo sole anche d'inverno, lei leggeva i miei intrisi delle nebbie che mi circondavano, due mondi ma due mondi che si capivano.
Anni fa hanno chiuso la piattaforma di Splinder, un caos, ci siamo sentiti orfani, ci hanno dispersi come in una guerra, altre esigenze, altre mode... facebook  e altri lidi...
Abbiamo cercato di ritrovarci ma con gli avatar non è facile, c'era chi per troppo pudore non diceva neppure il vero nome, e poi con il tempo i ricordi sbiadiscono.
Ma sono rimasta in contatto con diverse persone e ne sono felice, Arianna è una di queste.
Arianna che è venuta nelle mie nebbie per esigenze personali, Arianna che non voleva disturbarmi, ma scherziamo?
Appena ho realizzato che era a 35 km da me mi sono organizzata e basta.
L'abbraccio che c'è stato, anzi, di più di uno, è stato un ritrovarsi e basta.
Io la conoscevo questa donna, era nel mio cuore con tutto il suo sole, fa parte del mio vivere, dei miei ricordi e sarà sempre così.
Grazie bella ragazza, i nostri abbracci hanno illuminato una mattinata autunnale e portato il caldo nei nostri cuori, grazie per aver condiviso il tuo sole con me.

Contatti

ALLEVAMENTO AMATORIALE

CON AFFISSO


GATTI CERTOSINO DE LA SCIAMANA

BRESCIA

DI SEGUITO GLI UNICI CONTATTI VALIDI

+39 377.6874616

TUTTE LE MIE GRIGIE e GLI STALLONI SONO STATI TESTATI TRAMITE PRELIEVO EMATICO PER IL RENE POLICISTICO (PKD GENETIC TEST) al laboratorio VETOGENE di MILANO, ECOGRAFICAMENTE PER HCM, ovviamente testati anche per FIV, FELV

GATTINI DISPONIBILI

 

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Foto

RAMESSE DEL BORGO MATTO

ELORA E BODI DHARMA DE LA SCIAMANA

ZOE DE LA SCIAMANA

tanus

TANUS DI SANTA FIORA

TRE CUCCIOLI NATI DA BODI DHARMA E DA TANUS DI SANTA FIORA

REBECCA DEL BORGO MATTO

BODI DHARMA

" Perle d'Ambra in uno scrigno di grigia bellezza "

 

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Ultimi saluti

Ciao Cesy sono arrivata da te col cuore colmo di tristezza perché ferito da un’allevatrice che ci aveva promesso un cucciolo.... ce lo aveva fatto conoscere .... ci aveva fatto anche scegliere il nome .... per poi a pochi giorni dalla consegna decidere di non darcelo più senza alcuna giustificazione lasciandoci con la cuccia vuota..... ma tu hai ridato noi e a mio figlio il sorriso.... perché...
Ciao cesy....finalmente sono riuscita a mettere un' impronta pure io e.....sarò scontata ma conoscere la tua famiglia umana e certosina e' stata una gran cosa...mi hai dato Penelope e lei....e' fin dentro alle mie ossa...oltre che nel mio cuore ovviamente....ti ringrazierò all'infinito. Un bacio e a presto!
Ciao Cesy.....!
ciao Cesy...sono venuta a trovarti....te l'avevo promesso quando ci siamo viste a Caffaro. Ero certa che mi sarebbe piaciuto il tuo blog ....è un po' come perdersi in un mondo parallelo...un mondo fatato, come il tuo giardino dei ribes.... un bacione
Piccole,fantastiche,magiche creature..... Presto la nostra famiglia si allargherà, accogliendo un piccolo della Sciamana. Non vediamo l'ora che arrivi quel momento!

Da sapere!

Quando si decide di acquistare un gattino da compagnia di razza è bene non farsi prendere dall’entusiasmo e dalla frenesia di avere subito un cucciolo da portare a casa ed effettuare invece una ricerca facendo particolarmente attenzione ad alcuni aspetti molto importanti onde EVITARE DI ESSERE TRUFFATI oltre che ASSICURARSI DI ACQUISTARE UN GATTINO SANO. Accertarsi sulla salute del cucciolo che si desidera acquistare vi eviterà dispendiose cure veterinarie in seguito.

DA CHI ACQUISTARE IL CUCCIOLO
Se volete comprare un cucciolo di razza è consigliabile cercare un allevamento “serio”. Non sostenete i negozi che vendono animali, perché i cuccioli che vedete dai negozianti sono cuccioli quasi certamente provenienti dal traffico d'animali oppure da pseudoallevamenti che producono cuccioli “in batteria” solo per essere venduti nei negozi ad un prezzo basso e siate cauti nei confronti di annunci su siti commerciali, in entrambi i casi potreste finire con un gattino malato e/o svezzato troppo presto. In ogni caso, contattate più di un allevatore prima di comprare un cucciolo e cercate un allevatore disponibile a fornirvi tutta la documentazione, le informazioni e le garanzie necessarie, parlate con lui anche di eventuali problemi di salute legati alla razza che vi interessa. Assicuratevi che siano stati effettuati tutti i test, genetici e non, sui genitori che il cucciolo sia stato sverminato e che abbia completato il ciclo delle prime vaccinazioni, che sia cresciuto con amore, in un luogo pulito e igienico e non in una gabbia. Se possibile, prima di acquistare un gattino, visitate l'allevamento e se intuite che qualcosa ''non va'' in un allevatore, cercatene altri.


QUANTO COSTA UN CUCCIOLO DI RAZZA?

Non è facile rispondere a questa domanda: dipende dalla razza (se è più o meno diffusa), dalla genealogia (il cucciolo potrebbe essere figlio di campioni e frutto di un lavoro di selezione in alta genealogia) e dall'allevatore. In genere in allevamento il prezzo di un cucciolo “da compagnia” può oscillare tra 600 e i 1.000 €.e. Acquistando il cucciolo da un privato la cifra può scendere, ma spesso i privati non presentano la stessa serietà degli allevatori ed è più facile trovare cuccioli che non abbiano tutte “le carte in regola”. Un acquisto dettato esclusivamente da una cifra allettante potrebbe non rivelarsi la scelta migliore, se tutto quello che avete risparmiato all'atto dell'acquisto lo dovete poi spendete in visite, esami ed interventi veterinari. Inoltre il costo di un gatto di razza non può essere determinato dalla presenza o meno del pedigree: il pedigree non ha un costo così elevato da giustificare dei prezzi bassi quando il gatto viene ceduto senza. Il costo reale del pedigree è di circa 15 -20 €.

CON PEDIGREE o SENZA?
Chi desidera un cucciolo da compagnia e non è interessato alla riproduzione o alle esposizioni feline, spesso ritiene che il pedigree sia inutile e in effetti, se il gatto verrà sterilizzato e passerà il resto della sua vita in casa, il pedigree “nella pratica” non servirà a niente. Va però ricordato che IL PEDIGREE È L'UNICO DOCUMENTO CHE ATTESTA CHE IL VOSTRO CUCCIOLO È DI RAZZA. Il pedigree è il certificato di iscrizione del gatto al Libro delle Origini (LO) di una determinata associazione felina. Questo significa che sul pedigree viene riportato l'albero genealogico del vostro gatto fino a molte generazioni indietro e viene così tenuta traccia della sua linea di sangue, pertanto solo il pedigree potrà garantirvi che il gattino appartenga realmente alla razza scelta. Se non avete alcuna preparazione specifica sulle razze feline potrebbero rifilarvi un meticcio spacciandolo per un gatto di razza. Acquistare un gatto con pedigree significa essere tutelati da eventuali truffe. E’ bene ricordare che per “gatto di razza” si intende un gatto in possesso di pedigree, pertanto chi promuove la vendita di cuccioli di razza senza pedigree infrange la legge italiana – Decreto Legge: DLG 529/1992 ART. 51 -

TEST DA RICHIEDERE
Per assicurarsi che il cucciolo che state acquistando sia sano, ci sono alcuni test che potete e dovete richiedere. Si tratta di test che vengono effettuati sui riproduttori, quindi validi per tutte le cucciolate: non vi è quindi la necessità di testare ciascun cucciolo se i genitori risultano negativi a tutti i test. Il test principale da richiedere è il FIV/FeLV. La FIV è in sostanza l'HIV dei gatti, mentre la FeLV è la leucemia felina. Sono patologie sostenute da virus trasmissibili da gatto a gatto, patologie incurabili e con prognosi infausta. Esistono poi delle patologie genetiche, come ad esempio la PKD nei Persiani e la HCM nei Maine Coon che colpiscono rispettivamente i reni e il cuore.

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